Vent’anni di “Be Here Now”, il disco incompreso degli Oasis

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Noel e Liam a Londra, 1 maggio 1997. Foto di Jill Furmanovsky

Vent’anni fa gli Oasis regalavano al britpop Be Here Now, un album interessante quanto contestato… anche dagli stessi autori («Man mano che passavano gli anni, ho iniziato a rendermi conto che i brani di Be Here Now erano eccessivamente lunghi… troppo lunghi!» ha dichiarato Noel lo scorso anno in occasione dell’uscita della versione rimasterizzata del disco).

Reduci del successo dei due mega concerti a Knebworth, che richiamarono nella contea inglese 250mila spettatori paganti, e del successo di (What’s the Story) Morning Glory?, considerato dal sottoscritto il miglior album in assoluto della band e degli anni ’90, la band di Manchester decise che era giunto il momento di tornare sul mercato con un nuovo disco.

Oasis 1997

Gran parte di Be Here Now fu scritto in un mese e mezzo da Noel sull’isola di Mustique. «Mi ero messo sotto un bel po’ di pressione perché era l’unico periodo destinato alla composizione. I primi giorni a Mustique sono stati abbastanza controproducenti, ma appena la mia mente si è svegliata ho iniziato a scrivere due o tre canzoni al giorno», raccontò Noel nell’ottobre 1997 a pochi mesi dall’uscita del disco

Le registrazioni invece furono affidate al produttore Owen Morris, già produttore dei primi due album degli Oasis (Definetely Maybe e (What’s the Story) Morning Glory?), che portò la band agli Abbey Road Studios, con conseguenze catastrofiche. «La prima settimana di lavoro fu maledettamente terribile», spiega Morris mentre Noel ricorda: «Agli Abbey Road Studios facevamo innervosire tutti. Nei corridoi di Abbey Road, c’è molto silenzio, si sono persone che registrano album di musica classica. Invece chi apriva la nostra porta si trovava in una sorta di Animal House. Fumo, urla… insomma, abbiamo dato fastidio ad un po’ di persone».

Iniziate nell’ottobre 1996 le registrazioni terminarono nel maggio 1997 senza non pochi problemi, derivati dal fatto che la band assumeva in continuazione sostanze stupefacenti… dalla cocaina alla metanfetamina senza rinunciare alla marijuana. Ricorda Alan McGee, proprietario della Creation Records: «Ero solito andare in studio e a quel punto c’era tanta di quella cocaina… Owen era fuori controllo ed era l’unico incaricato di controllare. La musica era così maledettamente ad alto volume».

Il disco uscì sul mercato il 21 agosto 1997 registrando un successo senza precedenti: 423mila copie acquistate in ventiquattro ore, diventando così l’album venduto più velocemente di sempre nella storia del Regno Unito (record battuto da Adele nel 2015 con il disco 25).
La critica inglese non negò recensioni positive, salvo fare marcia indietro dopo appena qualche mese, definendolo «pomposo e iperprodotto», due aggettivi che (stranamente) mettevano d’accordo anche l’autore principale del disco, Noel, che spiegò: «Be Here Now è il suono di un gruppo di ragazzi, con la droga in studio, che non se ne fregavano niente di niente. Non c’è proprio basso; non so cosa successe… E tutte le canzoni sono davvero lunghe e tutti i testi sono merda e per ogni millisecondo in cui Liam non dice una parola c’è un riff di chitarra in stile Wayne’s World». Di seguito il primo singolo estratto dall’album, D’You Know What I Mean?.

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Nasce a Viterbo nel marzo di un anno dispari. Il primo album che acquista è… Sqérez? dei Lunapop. Il suo sogno? Vedere i fratelli Gallagher ancora una volta insieme su un palco.