Luigi Tenco per orchestra con le voci di Paoli, Silvestri, Roy Paci e altri

L’orchestra di Mauro Ottolini per Luigi Tenco. Le sue canzoni ricantate da Gino Paoli, Alberto Fortis, Daniele Silvestri, Roy Paci, Rossana Casale e altri 

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Luigi Tenco
Le canzoni di Luigi Tenco riviste e reinterpretate. Non è la prima volta. Ricordiamo tra le altre pubblicazioni la raccolta Quando (WEA, 1995), Come fiori in mare (Lilium, 2001) e il doppio Sulle labbra di un altro (Lilium, 2011), questi ultimi due curati da Giancarlo Onorato, da sempre estimatore di Tenco. Da citare inoltre Danza di una ninfa (Egea, 2005) della cantante Ada Montellanico con il musicista Enrico Pieranunzi, con brani conosciuti e quattro inediti.
La poetica di Tenco, racchiusa in pochi anni, rimane più attuale e influente che mai. Infatti continua a interessare artisti e operatori, interesse che negli anni è stato tenuto acceso anche grazie all’opera di Enrico De Angelis che per vent’anni è stato direttore artistico del Club Tenco e ha messo mano ad alcune delle pubblicazioni citate. L’idea di questo doppio album, Come ti vedono gli altri (Azzurra Music), nasce proprio da una serata che De Angelis aveva curato per il Club Tenco.
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er animare una serata al Teatro Ariston in previsione dell’imminente cinquantesimo anniversario della scomparsa di Luigi Tenco, De Angelis aveva individuato il maestro Ottolini, trombonista e arrangiatore. Ora, De Angelis e Ottolini, hanno ripreso l’idea per fissarla su disco, chiamando in sala di incisione altri artisti oltre a Kento, Bocephus King, Roy Paci e Vanessa Tagliabue Yorke, già presenti all’Ariston. Si sono così aggiunti Rossana Casale (Padroni della terra), Edda (Un giorno dopo l’altro), Alberto Fortis (Ciao amore ciao), Petra Magoni (Io lo so già) e Gino Paoli (Mi sono innamorato di te).
Artisti di varia estrazione, storici come Paoli e di nuova generazione come la cantante Jazz Vanessa Tagliabue Yorke, Kento e Karima, nati dopo il tragico evento del Sanremo 1967. A garantire uniformità degli arrangiamenti ci ha pensato Mauro Ottolini, lui stesso alla tromba e trombone e alla direzione d’orchestra denominata Orchestra Sinfonica dei Colli Morenici. Tanti strumenti prettamente classici, dalla tuba al flicorno, ma anche banjo e theremin da rendere il tutto omogeneo ma per niente scontato.
Il tutto è arricchito da un libretto di venti pagine dove Enrico De Angelis percorre storicamente le canzoni dell’album, cominciando da
Quando che nel 1960 consegna alla canzone italiana uno dei suoi protagonisti. In sette anni l’artista saprà esprimere sentimenti e aspirazioni di un giovane che non si accontenta delle banalità. Canzoni che lasciano intuire un percorso che avrebbe portato Tenco ad affermarsi come uno dei più importanti cantautori italiani. Anche se quello che ci è rimasto, e che possiamo ascoltare, lo qualificano già come uno dei più sensibili e creativi artisti italiani. Certo, Sanremo e la gara da affrontare non era nelle sue corde.
Oggi possiamo fare nostre le parole che
Carlo Massimo Asnaghi, suo personal manager, scrisse come note nell’album pubblicato dalla Jolly nel maggio 1965: Io che conosco nota per nota, parola per parola queste nuove magnifiche canzoni, nell’ascoltarle ora, nella completezza dei superbi arrangiamenti, nel pensare che domani tutti potranno conoscerle provo un senso di viva e profonda commozione. Massimo Asnaghi qualche anno prima aveva fondato il Charly Max, il locale più esclusivo di Milano frequentato dai Beatles nel giugno 1965, in occasione del concerto al Vigorelli.
Tenco conosceva i
Beatles come anche Dylan, sapeva scegliere le parole giuste per una canzone, non conosceva Hendrix, sarebbe arrivato in Italia nel 1968, insieme all’utopia della rivoluzione, al cambiamento dei costumi. Ma Tenco questo lo aveva già intuito e cantato. In canzoni come Una brava ragazza, sull’emancipazione femminile, qui ripresa da Daniele Silvestri. Il modo che aveva di trattare l’argomento amore lascerà tracce nelle future canzoni di molti cantautori, a cominciare da Gaber, che al Sanremo 1967 cantava E allora dai e che di Tenco era amico.
Luigi Tenco
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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).