“Villains”, il lato dance dei Queens of the Stone Age

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Queens of the Stone Age

Villains
dei Queens of the Stone Age
Matador
Voto: 6 e mezzo

Arriverà domani in tutto il mondo Villains, il settimo album dei Queens of the Stone Age. A quattro anni di distanza da …Like Clockwork, il nuovo lavoro in studio proietta la band di Josh Homme in una nuova dimensione, diversa dai vecchi lavori che li hanno consacrati.

Come detto da Josh Homme in una recente intervista, il titolo Villains non ha nessuna collocazione politica: «Non ha niente a che fare con Trump o merda simile». La copertina, con un diavolo che cerca di coprire gli occhi al cantante Josh Homme, ha il suo effetto: «Non ho mai implorato il diavolo per ciò che faccio, perché non voglio essere in debito con lui».
Ma nonostante il diavolo in copertina, il disco non è così infernale come ci si potrebbe aspettare. Sonorità dance rock, a tratti più calme e rilassate, a tratte più movimentate e ballabili con un uso massiccio di sintetizzatori (una costante in tutto l’album). Le chitarre restano avvolgenti, graffiano ma non troppo, a tratti sensuali a tratti ossessive.

Il disco si discosta dai precedenti lavori della band: pezzi dance rock, altri tendenti al pop elettronico. In parte le sonorità classiche dei Queens of the Stone Age rimangono, ma vengono assorbite in una cornice più pop, dismessa, con venature elettroniche in alcuni casi, con lievi graffi chitarristici in altri.

Queens of the Stone Age

Fortress resta una piccola stella nell’album. Se The Way We Used to Do è un perfetto brano in stile dance rock (che potrebbero aver scritto i Franz Ferdinand), Domesticated Animals è una perla mentre The Evil Has Landed è un brano in perfetto stile Queens of the Stone Age, anche se forse troppo morbido.

Ed è forse questo che può essere la pecca dell’album: non cerca di andare in una direzione unica, ma cerca di fondere più sonorità. Che l’album sia sperimentale è fuori di ogni dubbio, si tratta forse di un disco che non ci saremmo aspettati di sentire da questa band: tutti avrebbero voluto un disco incazzato, rabbioso e con le chitarre martellanti che hanno reso famosa la band.

Non la considererei comunque una parentesi: un Josh Homme introspettivo, cupo e a tratti malinconico, dimostra comunque di adattarsi benissimo a questo nuovo stile pop (passatemi il termine). La sua voce resta una garanzia.

TRACKLIST VILLAINS
1.Feet Don’t Fail Me
2.The Way You Used to Do
3.Domesticated Animals
4.Fortress
5.Head Like a Haunted House
6.Un-Reborn Again
7. Hideaway
8.The Evil Has Landed
9.Villains of Circumstance

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Nasce a Roma nel 1989 pochi mesi prima che cada il muro di Berlino. Studente di Storia, non religioso, beatlesiano convinto. Fino al 2015 ha gestito la webzine Robadarocker.com. Poeta a tempo indeterminato, rockettaro nel cuore, ama scrivere di musica.