Lo Stato Sociale. Un gruppo di “cazzoni” con una grande intelligenza

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Lo Stato Sociale al Forum di Assago il 22 aprile 2017 - © Foto: Riccardo Medana

Può un gruppo di “cazzoni” senza particolari talenti avere tutto questo successo? Questa la domanda che mi sono posto ieri sera, mentre stavo andando alla chiusura del Frogstock, festival di Riolo Terme, a sentire Lo Stato Sociale, senza dubbio una delle band che bisogna sentire almeno una volta in questa estate di concerti, anche solo per provare a dare una risposta a questa domanda.
Lo Stato Sociale è un gruppo nel senso più ampio del termine: non c’è un vero frontman, ma ci sono cinque ragazzi che hanno ognuno il proprio spazio sul palco. Nessuno di loro può vantare un vero talento in senso stretto, nè musicale, nè tantomeno vocale, ma lo spettacolo, incredibilmente, funziona alla grande. Funziona perchè essere “cazzoni” non vuol dire essere stupidi, anzi, saper giocare con le proprie capacità, non nascondendo sotto il tappeto i difetti, ma semplicemente cercando di superarli, denota un’intelligenza fuori dal comune che paga sempre i suoi frutti.

Il concerto parte sulle note di Quasi liberi, facendo esplodere le migliaia di persone accorse da tutta la Romagna per vederli. E di Romagna si è parlato tanto durante la serata, perchè un gruppo di Bologna, che più Emiliano non si può, non può non ricordare il confine che il fiume Santerno sancisce. Alla fine della serata le canzoni saranno venti, intervallate da tanti discorsi, dai più ironici, a quelli più sociali, perchè divertirsi sul palco non vuol dire dimenticare ciò che ci circonda e la necessità, soprattutto in periodi come questo, di lanciare dei messaggi. Ed è così che viene ricordato lo sgombro del Labas, storico centro sociale di Bologna che tanto ha fatto per la città. In mezzo anche tante risate, poca voglia di prendersi sul serio e tanti giochi con il pubblico.
Ed è qui che si vede la quantità di palchi che Lo Stato Sociale ha consumato in questi anni: è evidente la loro capacità di gestire i tempi di uno spettacolo, di tastare la mano del pubblico e di riuscire, con le dinamiche giuste, a giocare con loro, facendo una grande festa insieme.

Tornando a casa, mi sono posto nuovamente la domanda che mi ero fatto uscito di casa: può un gruppo di “cazzoni” senza particolari talenti avere tutto questo successo? E mi sono risposto che sì, quando hai intelligenza, furbizia, faccia tosta, cura e sensibilità da vendere, allora questo successo te lo meriti. 

SCALETTA LO STATO SOCIALE LIVE FROGSTOCK
1. Quasi liberi
2. C’eravamo tanto sbagliati
3. La musica non è una cosa seria
4. Nasci rockstar, muori giudice ad un talent show
5. Buona sfortuna
6. In due è amore in tre è una festa
7. Ladro di cuori col bruco
8. Amore ai tempi dell’Ikea
9. Magari non è gay ma è aperto
10. Pop
11. Questo è un grande paese
12. Quello che le donne dicono
13. Mai stati meglio
14. Eri più bella come ipotesi
15. Niente di speciale
16. Mi sono rotto il cazzo
17. Amarsi male
18. Abbiamo vinto la guerra
19. Io te e Carlo Marx
20. Cromosomi

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Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l’Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.