VENEZIA 74. Nico. Povera Christa

Ultimi anni di vita di Christa Päffgen, in arte Nico. Modella, cantante, attrice, drogata, madre

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Nico

Nico secondo Susanna Nicchiarelli (che ha aperto Orizzonti di Venezia 74) è la storia degli ultimi due anni di vita di Christa Päffgen, che con il nome d’arte di Nico era stata la fidanzata di Brian Jones dei Rolling Stones, aveva cantato da far paura The End di Jim Morrison, aveva fatto da musa a Warhol, ai Velvet Underground e a Fellini, ma vent’anni dopo era soprattutto una cantante e una autrice dannatamente particolare, che voleva essere ricordata per la sua musica (molto selettiva) più che per quella degli altri, una donna indurita dagli anni e una madre con molti rimorsi. I suoni in cui è immersa sono duri, teutonici e tenebrosi come la sua vita. La Nicchiarelli la segue tra l’86 e l’88, soprattutto in una tournée un po’ scalcinata, accompagnata in scena da “tossici dilettanti”, in un’Europa che cambia e sente vicino il crollo dei muri tra est e ovest. Non è un film documentaristico (meglio così) quanto un frammento di vita colto tra ossessioni, droghe, amori raminghi e allucinazioni e contornato da canzoni bellissime (pare che la voce non sia di Nico ma di Trine Dyrholm della Comune di Vinterberg) i cui suoni di fondo sono spiegati dai ricordi della giovane Christa: per tutta la vita aveva cercato di raggiungere con un registratore i tuoni della caduta delle bombe su Berlino, la fine, il suono della sconfitta…

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori