Dunkirk. Un film. Di guerra

Dunkerque raccontata da Christopher Nolan: di traverso nello spazio e nel tempo

1201
0

Dunkirk
di Christopher Nolan
con Tom Hardy, Cillian Murphy, Mark Rylance, Kenneth Branagh, Aneurin Barnard, Harry Styles.
Voto 8/9

Il modello sembrerebbe il cinema di guerra anni Sessanta, genere Il giorno più lungo: episodi a comporre un puzzle, ogni episodio un divo, in sequenza cronologica.
Sembrerebbe.
Dunkirk, a cominciare dal titolo fa saltare gli schemi: Dunkirk è il nome inglese di Dunkerque, la città francese ai confini col Belgio dove nel 1940 l’esercito inglese e parte di quello francese in rotta, accerchiati, su una spiaggia davanti alla Manica, attendevano d’essere sterminati o fatti prigionieri. I 400mila soldati vennero salvati soprattutto dai civili partiti con barche da pesca, yacht e pilotine dai porti inglesi. Dunkirk è un film sull’orgoglio inglese di una sconfitta trasformata in vittoria.
Dunkirk è la storia di un soldatino che cerca di imbarcarsi anche con l’inganno, di un uomo e due ragazzi, civili, che salpano in soccorso dall’Inghilterra, di un pilota che vola su uno Spitfire fino a finire la benzina, di un soldato disperato che non ce la fa più e degli altri 400 mila che aspettano sulla spiaggia con un comandante della marina che organizza un soccorso impossibile. Hanno tutti paura. Eroi in giro non risultano.
Dunkirk non è in ordine cronologico. Il buio e la luce si alternano, e dopo un primo momento di smarrimento capisci che Nolan racconta la storia muovendosi di traverso e all’indietro. Senza spiegazioni. Fa pensare alla struttura (e alle sorprese) di Pulp Fiction.
Dunkirk è quasi muto, la sua forza è tutta nelle immagini: le immagini sono state girate in 70 millimetri in pellicola (come i colossal di una volta) e gli effetti speciali sono così speciali che non si vedono, ma ci sono perché Dunkirk sembra un documentario della seconda guerra mondiale in luce livida e bagnata, e tutti gli attori, anche quelli molto famosi, sono vestiti, truccati e pettinati come le comparse senza nome dei documentari di guerra.
Dunkirk è un effetto speciale: sembra una macchina del tempo.  Si viene portati “là” nel tempo e nel luogo: condividere quello che succede a quelli già “là” non è più né un problema storico né un problema politico. Il problema è che tu sei là, che tutti hanno paura e anche tu trattieni il fiato fino a che non ne sei fuori.
Tasso di retorica? Ascoltate cosa dice un anziano civile che accoglie il ritorno un soldatino che si lamenta di essere solo un sopravvissuto…
Dunkirk è un film di Christopher Nolan: oltre ai due Batman (Il cavaliere oscuro e Il cavaliere oscuro Il ritorno) ha all’attivo Memento, Insomnia,  The Prestige, Inception, Interstellar.
Ecco.

CONDIVIDI

Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori