Thriller. Il cinema oltre una canzone

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E se vi dicessi che la canzone più famosa di Michael Jackson s’intitola Starlight? Beh, non è esattamente vero, ma avrebbe potuto esserlo. Il ritornello, più o meno così: “Starlight, starlight love” (e lo trovate in rete). Non del tutto convincente. Poi sarebbe diventato Thriller: decisamente più incisivo. L’autore era Rod Temperton: diverse le sue collaborazioni con MJ.
Perché questa premessa? Per parlare del video in 3D + docufilm (The Making of Thriller di Jerry Kramer), che saranno proiettati in anteprima oggi alla Mostra del cinema di Venezia. A firmare la clip (e anche il 3D) di Thriller è John Landis, regista di The Blues Brothers. L’idea di un video simile era venuta a Michael dopo aver visto un film dello stesso Landis: Un lupo mannaro americano a Londra. Atmosfere spettrali e urla da brivido. E sul finale anche la voce di Vincent Prince, noto attore horror accreditato come narratore. Il “making of” lo trovate qui. Il make-up era durato svariate ore. Anche un paio di lenti a contatto gialle, il cui prolungato uso ha rischiato di causare a Michael Jackson seri problemi di vista.
Thriller è la pietra angolare del videoclip musicale moderno. Diciamo pure che da quel momento “niente sarebbe più stato come prima”. Niente più susseguirsi di immagini, ma quasi un corto con una sua sceneggiatura. I cantanti l’avrebbero guardato, riguardato, studiato, copiato o omaggiato (un esempio? I wanna go di Britney Spears). Un vero “video cult”. E anche il più costoso fino ad allora: 500.000 $.
Tuttavia, chi crede che quello di Thriller sia l’unico horror di MJ si sbaglia: ricordiamo anche il lungometraggio – videoclip di Ghosts, Is it scary e 2 Bad. Siamo nel ’97 e MJ è “the king of ghosts” in una casa in cui non vorreste trascorrere la notte.
Un altro paio di curiosità lato live: Jackson era solito finire la canzone con un trucco di magia in cui si smaterializzava sul palco. Altra cosa: la maggior parte dei ballerini del suo ultimo tour conosceva la coreografia “specchiata”, avendola studiata davanti alla TV quando ancora MJ era un mito inarrivabile.

Grazie a Greg Marzi

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Nata a Venezia, studentessa di Giurisprudenza a Padova e giornalista a Milano. Classe '93. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, D.Repubblica.it e Young.it. Giornalista pubblicista, da sette anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia. Mi trovate anche su Amica.it, la Nuova Venezia, il Mattino di Padova, la Tribuna di Treviso, FoxLife, Trentino, Alto Adige, DireDonna e Italpress.

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