“Nico 1988” un film dall’interno

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Nico 1988

Ho avuto la possibilità di vedere in anteprima mondiale il film “Nico 1988” girato dalla regista Susanna Nicchiarelli a Venezia, nel corso della rassegna “Orizzonti”, durante la 74esima Mostra del Cinema.

Il film racconta la storia di Christa Päffgen, chiamata Nico da un fotografo, una cantante che negli anni sessanta venne praticamente inventata dall’artista per rappresentare una specie di alternativa alla presenza di Lou Reed dentro i Velvet Underground.

Nico capace di ammaliare Bob Dylan che le dedica la canzone “Visions of Johanna” e la presenta a Andy Warhol, Nico che era in possesso di un approccio fortemente artistico e definitivamente poco pop, volto a scandagliare le ragioni di un malessere di vivere che la attanaglia da quando, nell’infanzia davvero poco dorata, assiste da lontano ai bombardamenti alleati che piegheranno l’incubo nazista.

Nico che ha un figlio da Alain Delon.

Nico che dopo l’esordio discografico con i Velvet inizia una sua carriera solista che la porterà a incidere saltuariamente dischi che lasciano il segno nella parte più dark della mente delle persone.

L’ottica usata dalla regista per narrare la storia di Christa è quella della vita quotidiana, tra tour massacranti e male organizzati e una ricerca sonora che continua a ossessionarla, ma anche quel rapporto con le droghe pesanti e leggere che sembra diventare ragione di vita, tentativo di dimenticare, almeno per un solo attimo, il male di vivere.

Dico nel titolo di avere avuto la possibilità di vivere dall’interno il film perchè i costumi e tutta la ricerca che ne precede la ideazione e la costruzione artistica sono di Francegsca Vecchi ( my babe!) e sua sorella Roberta Vecchi.

Il personaggio Nico ha cominciato a girare per casa l’anno scorso, quando la proposta del film è stata accettata, insieme a lei, ecco apparire Ari, il figlio avuto da Delon ma anche tutti gli altri personaggi, il manager Richard, la madre di Alan Delon, i musicisti, ognuno di questi, col suo nome, ha preso vita, è stato coccolato, dipinto, fotografato e disegnato con i suoi accessori, i tic, i colori, fino a creare un quadro il più possibile.

Posso dire che dal momento che il lavoro viene accettato, i personaggi diventano reali, parte dei pensieri quotidiani di Francesca e Roberta, il loro sviluppo e ricerca viene effettuato a “Il Posto”, il magico studio e archivio di costumi al primo piano di un palazzo nel centro storico di Modena.

Lì si incontrano le persone che Francesca e Roberta invitano a collaborare mentre fanno ricerca, in questo caso il comune amico e cantante Andrea Bellentani, collezionista di materiale discografico, un giorno ha raccontato la sua frequentazione di Ari a Parigi.

Il tutto serve a disegnare meglio la psicologia di una persona.  A delinearla.

L’intrerpretazione della difficile parte di Nico è stata affidata all’attrice daneß Trine Dyrholm, già vista in Festen ma anche in La Comune, oltretutto cantante molto brava.

L’interpretazione che regala al film è importante, il film è davvero molto incentrato sulla sua fisicità, sulla sua forza, perchè questo alla fine viene fuori, Christa aveva una sua forza, non è da tutti girare in tour in quelle condizioni e farcela fisicamente, lei ce la fa perchè spinta da una sorta di demone interiore che la spinge.

Sarà poi il destino a fare la sua parte quando a Ibiza, in un periodo di risoluzione di una serie di problemi e, tutto sommato, di ritrovato equilibrio, Nico scompare per una caduta in bicicletta conseguenza di un infarto.

In Italia trovo sia davvero difficile realizzare film che parlano di musica, e la musica e il cinema sono due argomenti che non sempre convivono felicemente.

In questo caso trovo che le scelte di regia, di scenografia e caratterizzazione psicologica dei personaggi coi costumi siano state davvero efficaci arrivando spesso a scomparire per far risaltare il racconto di una vicenda umana che diventa una vicenda felicemente artistica.

Da vedere!

Il film  sarà in sala dall’8 ottobre.

Per gli amanti dell’approfondimento vi dico anche che Francesca e Roberta Vecchi sono le costumiste del film “Made In Italy” di Luciano Ligabue, in uscita nel 2018.

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Bassista, cantante, scrittore. Trenta anni di rock’n’roll on the road! Dai Rocking Chairs a Luciano Ligabue, tante note e tante storie di r'n'r!