L’electro-folk dei Daughter è una bella sorpresa

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Daughter

Il Teatro Romano di Verona è di per sé garanzia di bellezza e qualità. Per la rassegna “Tendenze” ci sbarcano per la prima volta i Daughter, terzetto londinese con due dischi alle spalle che li hanno rivelati come uno dei gruppi più promettenti della nuova generazione electro-folk inglese. Sono giovani ma si sono già guadagnati un buon seguito di pubblico tanto che il Teatro Romano offre un buon colpo d’occhio tra platea quasi esaurita e gradinata non numerata.
La band di Elena Tonra (voce e chitarra), Igor Haefeli (chitarra) e Remi Aguilella (batteria) alle 21.15 sale sul palco dove sullo sfondo campeggia l’evocativa copertina dell’ultimo album Not To Disappear. Si parte con New Ways, How e Numbers, tre brani dall’ultimo album capaci di immergerti all’istante in un mondo sognante e inquieto fatto di feedback e riverberi, cullato dalla voce di una front-woman garbata ma di assoluta personalità.
Ai tre componenti originari si aggiunge dal vivo un quarto elemento femminile che si alterna alle tastiere, al basso e ai cori. I ragazzi hanno meno di trent’anni ma di musica ne hanno masticata parecchia e parliamo di riferimenti di assoluto livello come The Cure e Sigur Ros, per dire i primi che saltano all’orecchio. Nondimeno sono personali, non solo nel cantato ma anche nel gusto chitarristico di Igor Haefeli, un autentico leader, e nel senso ritmico di Remi Aguilella che, in mancanza di un bassista fisso, regge da solo l’intero arrangiamento.
Elena Tonra ha poi una voce capace di rapire e ammaliare, che si inserisce alla perfezione nelle melodie e nelle dinamiche del gruppo. Il primo estratto del disco d’esordio è Tomorrow, a cui segue il singolo Doing The Right Thing, che fa saltare in piedi l’intero teatro. Tra i brani dell’ultimo album colpiscono in particolare No Care e To Belong, eseguite in rapida successione, mentre dal celebrato If You Leave (2013) vengono tratte Winter, Human e Youth prima di due pezzi da novanta come Smother e la dilatata Shallows, che chiude mirabilmente un’ora e mezza di altissima intensità e bellezza.
I Daughter tornano sul palco, dopo qualche timido tentativo di ringraziare in italiano, per un doppio bis con Medicine e il gran finale di Fossa affidato al pezzo più rockeggiante del loro repertorio. Per chi non li conosceva davvero una gran bella sorpresa ma con un interrogativo: perché in Italia non ci sono gruppi così?

Ecco la scaletta della serata:

New Ways
How
Numbers
Alone/With You
Tomorrow
Doing The Right Thing
Mother
Winter
Love
No Care
To Belong
Human
Youth
Smother
Shallows
Medicine
Fossa

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Nato a Trento nel 1973. Laureato in giurisprudenza. Giornalista pubblicista, scrivo dal 2004 di musica e spettacoli sulle pagine del Corriere del Trentino – Alto Adige. Appassionato di musica di (quasi) tutti i generi: cantautori italiani e grandi del rock internazionale in primis. Colleziono compulsivamente cd e amo seguire i concerti dal vivo. Cinema, viaggi, libri e calcio (faccio pure l’arbitro) le altre mie passioni.