VENEZIA 74. Brutti e cattivi. Italian Freaks

Come un gruppo di freaks romani derubò la mafia cinese. Quasi...

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Difficile non pensare che il Papero di Claudio Santamaria in Brutti e cattivi di Cosimo Gomez (Venezia 74, Orizzonti) non sia in qualche modo parente di Jeeg Robot d’acciaio. Vabbé: la storia è pimpante. Il Papero è un mendicante romano di stirpe circense, nato senza gambe (ha un fratello con problemi analoghi, il Pollo), ha una relazione sensuale e soddisfacente con la sua sexy metà, nata senza braccia (e che lo eccita facendo in camera da letto la Carrà o la Ferilli), è aiutato da un rasta psicopatico traumatizzato dalla scomparsa del padre in Giamaica (detto Il Merda per via dell’alito) e mette a punto una splendida rapina ai danni della mafia cinese utilizzando le doti della compagna e quelle di un nano tecnologo specialista in casseforti. La compagnia è brillante (anche i dialoghi) e manca solo che riduca qualche antipatica a “uno di noi” (come gridavano ritualmente i Freaks di Todd Browning). Non siamo in Freaks e i nostri mostri si limitano a far finire il Papero tradito in un cassonetto per essere tritato dalla nettezza urbana. Come ciò non fermi il film, che riserva almeno altre due sorprese, è cosa che si guarda senza troppa noia con il concorso di una prostituta africana che crede in una divinità quasi indiana. Il tutto è giocoso e verso la fine sfiora pure una sensazione di buonismo nascosto. Il regista Cosimo Gomez, esordiente, viene dalla scenografia e si vede. Il tutto è godibile. Santamaria istrionico.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori