VENEZIA 74. Il colore nascosto delle cose.

Una storia d'amore per imparare a vedere in modo nuovo

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Bentornato Silvio Soldini (fuori concorso) con Il colore nascosto delle cose. La storia è quella di una nuova vista attraverso una scoperta, in apparenza molto semplice. Il pubblicitario Giannini sperimenta il tunnel dove puoi provare la condizione di cecità. E si innamora della voce di un’assistente. Un giorno scopre che la voce appartiene all’osteopata cieca Golino e prende un appuntamento per un dolore alla spalla. Benché abbia già una fidanzata spesso disertata e un’amante per puro diletto, il nostro pubblicitario scopre che abbandonandosi a una relazione con l’osteopata cieca (per scommessa, per curiosità, per morbosità) comincia a vedere le cose come non le vedeva prima. Forse è l’amore che fa vedere le cose così, forse la disciplina di una non vedente che decodifica il mondo può essere d’aiuto. Se non altro ad aggiustare qualche proposta pubblicitaria ai clienti. Il nodo è: basta l’amore per cambiare vita, soprattutto a una persona che ritiene di aver già chiuso i conti con i suoi interessi e le sue paure? Il film è garbato e tenero. Anomalo nel panorama attuale. Una scommessa al buio, per stare in tema col finale. Vedere (si fa per dire) per credere…

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori