VENEZIA 74. Le Fidèle. Un amore nero

Insieme per sempre, nonostante il Belgio, le rapine, le corse e l'universo contro

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In Le Fidèle del belga Michaël R. Roskams (Fuori concorso a Venezia 74) sappiamo dal prologo che Gino ha paura dei cani, dei genitori e della polizia. Poi impariamo che Gino da grande è diventato Matthias Schoenaerts e quando vede correre con una Porsche da gara la bella Adele Exarchopoulos le promette amore eterno, niente fiori e glissa sul lavoro che fa. Ufficialmente import export di auto. Di fatto appartiene a un’allegra banda di rapinatori che fanno colpi pericolosi ma sostanziosi. Mentre aumenta la pericolosità aumenta anche l’amore. La storia d’amore avanza, con un sottofondo inquietante di bugie. Il colpo letale e l’amore totale coincidono e questo strano film di provincia ricca, bagnata e plumbea sul confine tra le due lingue e le due culture del Belgio si trasforma in melodramma, poi in dramma e infine in incubo. Lui va in carcere, lei per lui svenderà l’azienda paterna, lui per lei (e per colpa di una cane) perderà le già fragili libertà residue e i permessi premio, lei per lui è pronta a perdere la vita: fanno di tutto per aver un figlio e alla fine spunta un cancro e un finale ai limiti dell’allucinante, molto belga, molto alla Roskams che aveva firmato l’altrettanto plumbeo Chi è senza colpa? con Tom Hardy barman e vendicatore a Brooklyn

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori