La pazzia della Medea napoletana al Maschio Angioino

261
0
La pazzia della Medea Napoletana

Intensa, passionale, La Medea di Portamedina, tratta dall’opera di Francesco Mastriani, con le due interpreti Marianita Carfora e Rosaria de Cicco, nello splendido scenario del Maschio Angioino.
Un suono di fisarmonica e una filastrocca struggente, cantata da una bambina, introducono la vicenda di Coletta Esposito: una ragazza, come tante, abbandonata nella ruota degli esposti nella Napoli del ‘700.
A rendere diversa Coletta è il carattere: forte, dignitosa, non baratta la propria onestà per un tozzo di pane. Come da tradizione le figlie di Maria, in età da marito, vengono messe in fila per la festa della Madonna dell’Annunziata con la speranza di toglierle da quella vergogna.
A chiederla in sposa è il vecchio e malato Nunzio Pagliarella che Coletta non ha nessuna intenzione di prendere in marito. L’arrivo della nobildonna Cesarina da Caserta sbaraglia le carte in gioco. La donna offre alla giovane di venire a servire a casa sua oppure di sposarsi in cambio di una dote di mille ducati. Due proposte pur di non farle provare la durezza del serraglio, secondo nome del Real Albergo dei Poveri. Coletta accetta di sposarsi. Le nozze avvengono in uno scenario dal ritmo tribale, arricchite dal suono di tammorre e dai detti popolari. Una danza convulsa priva di ogni romanticismo.
Con la furbizia e la schiettezza che la distingue, la povera abbandonata fa durare il suo matrimonio il tempo della cerimonia per poi ottenere la dispensa dai doveri coniugali a causa della malattia del marito. A ritessere il filo della vita della giovane è la voce di Eccellenza, metafora di una coscienza presente e prepotente che non dà spazio a dubbi e incertezze quando viene richiamata all’ordine. Quando ogni volta le chiede chi è, dov’è nata e come vive.
Il rapporto con Donna Cesarina diventa sempre più intenso e caloroso. Coletta le confida di essere innamorata di Cipriano Barca. Così il cuore della nobile, in realtà madre nascosta della protagonista, si scioglie di fronte alla potenza dell’amore e consiglia alla giovane di inseguire la sua passione.
Così avviene. I due si promettono amore sulla tomba della madre dell’innamorato. Coletta giura, citando Giuseppe Mazzini, che sarà sorella madre e sposa. Lui le risponde affermandole che non la lascerà mai.”E mentre lui le insegnava a fare l’amore lei gli insegnava ad amare”, aforisma di “deandriana” memoria, suggella un rito dal sapore nuziale. Nasce una bimba che dovrebbe essere il sigillo di quest’amore in attesa di ottenere l’annullamento del primo matrimonio. Ma nel cuore di Cipriano c’è un altro amore, un’altra donna con cui sta preparando realmente le nozze. Il dubbio di Coletta, inizialmente solo una congettura, diventa man mano un tarlo. Una frenesia del cuore e della mente che vengono avvelenate dall’idea del proprio uomo con un’altra.
A darle una prima conferma è proprio Cesarina che le dice di aver mandato il documento dell’annullamento del matrimonio al suo promesso sposo. Documento che la ragazza non ha mai ricevuto. Cesarina cerca di calmare Coletta dicendole che forse Cipriano sta preparando il matrimonio e vuole farle una sorpresa. Per tranquillizzarla, le fa pregustare il sogno di un velo da sposa. Purtroppo arriva la seconda conferma: un bambino del quartiere, che Coletta ha mandato a casa di questa ragazza, le ribadisce che il suo uomo domani si sposa con l’altra. Il sogno è infranto: il velo da sposa si trasforma nella corda con cui uccidere il frutto di quell’amore. Un dolore che dovrà per sempre far sanguinare il cuore di quell’uomo che l’ha tradita.
Ormai, posseduta dal delirio d’onnipotenza, la ragazza si pone come unico giudice delle sue scelte. L’unica che può scegliere tra la vita e la morte, potere esclusivo delle donne. Così sarà anche per se stessa. Dopo aver riannodato i fili della sua esistenza per l’ultima volta, fiera e orgogliosa, chiama al suo dovere il boia chiedendogli di giustiziarla per mettere fine alla sofferenze di una vita intera. Rapiti dalla messa in scena, il pubblico ha ricambiato l’emozioni con lunghi applausi per il cast completato da Giuseppe Gavazzi, Peppe Romano, Alfredo Mundo, Gennaro Monti, Sonia De Rosa, Paolo Rivera, Rita Ingegno, Federica Michele Grosso, Marco Amodeo, Flora Del Prete.

CONDIVIDI

Nata a Napoli 1/11/1978. Iscritta all’Università di lettere moderne indirizzo comunicazione di Cassino. Giornalista pubblicista con la passione del cinema, teatro e musica.