A7. Smartphone veloce e inesauribile.

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Presentato all’IFA, la grande fiera dell’elettronica di Berlino, Alcatel A7 è uno smartphone veloce e potente, pensato per chi non si separa mai dal proprio “cell” e lo vorrebbe dotato di una batteria sempre carica. I più recenti dati di mercato mostrano, secondo Alcatel, che la durata della batteria è oggi la caratteristica più ricercata. Per questo ha equipaggiato il nuovo A7 con una batteria da 4000 mAh che lo mette in grado di funzionare tutto il giorno senza interruzioni. E in caso di bisogno, l’energia arriva rapidamente visto che A7 ha un sistema di ricarica ultra veloce. Dotato di un ampio e super luminoso display da 5.5, il nuovo smartphone mette a disposizione degli utenti la banda mobile più veloce grazie alla connettività 4G LTE categoria 6, è dotato di un processore Octa-core e integra una memoria da 32GB ROM con 3GB RAM. Inoltre, grazie allo slot Micro SD, è possibile aumentare la memoria fino a 128GB. Per quanto riguarda le immagini, Alcatel A7 ha una performante fotocamera da 16MP con un’ampia apertura f/2.0 e autofocus ultra veloce (PDAF), che garantisce foto sempre nitide in ogni situazione. Sul frontale c’è una fotocamera da 8MP, utile anche in caso di video chiamate. Il tutto è racchiuso in un guscio dal design elegante impreziosito dalla texture ad effetto spin e da dettagli raffinati come i contorni metallici dorati incisi sul retro.
Alcatel A7 è già disponibile al prezzo di €229,00 Euro.

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Sono nato a Milano. Negli anni 80, laureato in filosofia, ho iniziato come copywriter all’Ufficio Pubblicità  di Rizzoli Libri.  Negli anni 90 ho collaborato con l’Europeo  – novità tecnologiche – e successivamente con Brava Casa, Anna, Milleidee e Max. All’inizio del nuovo secolo, addetto stampa alla start up che ha creato RCS WEB, ho continuato  a scrivere su Max,  con contributi al mitico spin off tecnologico Max 2.0 ora da collezionisti. Collaborazione proseguita in Gazzetta dello Sport.it.  Dal 2009 al 2012 ho scritto anche sul  mensile filosofico scientifico KOS. Il mio avatar l’ha  scelto mia figlia Irene, con la quale condivido l’idolatria per Bob Dylan, ma che non sopporta la mia passione per le opere di Mozart.