Safari. Ulrich Seidl va a caccia di cacciatori

Documentario sarcastico su strani animali armati che vanno a caccia di altri animali

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Safari
di Ulrich Seidl
Voto ineffabile

Seidl prosegue nella provocatoria analisi frontale delle cose che fanno il mondo interessante (e spesso orrendamente comico) ma davvero sgradevole (Canicola, Paradise: Glaube): stavolta tocca ai cacciatori dei safari africani, individui che sembano passare il loro tempo (mi devo fidare, è un documentario…) a prendere la mira con fucili speciali da distanze di sicurezza, tirare, complimentarsi, controllare se gli animali sono morti, avvicinarsi e farsi fotografare in pose retoriche autoelogiandosi e elogiando l’animale morto per essersi “battuto” (davvero?) con valore. Se uno rilegge certi racconti di caccia in Hemingway trova frasi così, ma in tutt’altro contesto. Qui sembra di essere in un luna park demenziale dove uomini e donne vestiti come fantasmi di un passato coloniale cercano anche di spiegarci i ruoli degli uomini e degli animali nella natura e i passi da compiere per salvarla. Il sospetto  che emerge da un paio di dialoghi (ma sarebbe troppo facile…) è che il cacciatore di alto livello veda con favore  l’estinzione umana.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori