Liga 1997-2017: ancora “Su e giù da un palco”.

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Liga 1997-2017
Foto: Riccardo Medana

Il 9 ottobre di due anni fa scrivevo un pezzo su Campovolo chiedendoti perché, perché almeno una volta non avessi ripristinato quel magnifico gioco al massacro di far salire qualcuno sul palco con te.

Lo intitolai Su e giù da un palco. Ovvero: ma perché non me lo hai fatto fare, un giro su quel palco dove non son stata mai, a Campovolo?

Perché per noi seguirti quello è: stare comunque su e giù da un palco. Il tuo.

Ma proprio adesso, da lontano lontano, come gli “oh oh oh,oh oh oh…” alla fine di Marlon Brando è sempre lui, arriva la notizia che tu stai per ripubblicare Su e giù da un palco.

1997-2017.

20 anni. Un ragazzino, ecco cos’è quel l’album. Ha appena preso la patente, inizia adesso a mettere il naso fuori di casa.

M’era piaciuto un sacco quell’album lì. Il primo dal vivo, io che – come tanti, forse – dal vivo riuscivo a vederti così poco.

Riuscire a sentire, almeno sentire, la magia e la potenza che viene quando la passione di chi la musica la canta e la suona incontra quella che la musica l’ascolta, insieme, nello stesso momento e nello stesso spazio.

Da quell’album – dagli album di riferimento dei pezzi, ok – Il tour di Made in Italy sta prendendo a piene mani. Come ho detto, un tour in continua evoluzione.

Su e giù da un palco potrebbe davvero essere la frase che più ti si addice, Capo. La tua vita si snoda tra questi due luoghi: su e giù da un palco. Tu ci stai sempre, la tua vita è sempre divisa e sospesa tra palco e realtà.

Con ogni volta la fatica di ricordarsi il momento, il contesto, che si rischia di confondere; perché alla fine diventa difficile dire dove inizi un uomo e finisca un artista.

…ma poi, si può veramente, davvero fare?

Non ti ci vedo a mettere paletti, Capo. Sei sempre stato quello che canti. È per questo che sei il Capo.

Detto questo, visto questo prossimo lieto evento, direi che con l’uscita del nuovo (perché lo so che sarà nuovo, bellissimo, rimasterizzato, fighissimo!) Su e giù da un palco, ci sia da festeggiare! Non so come lo farai tu, quanto a noi, propongo di vendere insieme al disco un biglietto della tua personalissima lotteria.

Il primo estratto vince la salita con te sul palco.

Il secondo il backstage.

Il terzo al concerto a cui assisterà chiederà che si ripeta il siparietto del tour stadi 2008: tu e Fede che vi togliete la camicia.

Eddai.

Faccelo fare questo giro sui sogni che non abbiamo sognato mai, Capo.

Liga 1997-2017

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Sono Chimena Palmieri, classe 1963.
Ho un diploma di Ragioneria, una Laurea in Sociologia, un lavoro presso l’Università Politecnica delle Marche.
Ho un figlio, Francesco; ho amici, molti interessi e poche passioni.
Sono nata a Castelfidardo, cresciuta a Numana, vivo ad Ancona: tutto in 30 chilometri, perché “Credo che la voglia di scappare da un paese con 20000 abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso e credo che da te stesso non ci scappi neanche se sei Eddie Merx”.