Caleb Keeter, il musicista country contrario alle armi dopo la strage di Las Vegas

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La sparatoria di Las Vegas resterà un ricordo doloroso e indelebile, tragicamente impresso nella mente di chi la notte del 2 ottobre ha avuto la sfortuna di essere fra le 40mila persone che assistevano al concerto country Route 91 Harvest.

Un bilancio pesantissimo con oltre 50 morti e più di 500 feriti, che ha conferito a questo episodio il triste primato di peggior strage da armi da fuoco nella storia degli Stati Uniti. Le statistiche sono impietose: il 31% degli omicidi di massa accadono negli USA, un paese che a mala pena contiene il 5% della popolazione mondiale.

Tuttavia, l’aritmetica e i freddi calcoli matematici non hanno mai scalfito il legame fra le armi e i cittadini americani, che da sempre possono fare affidamento su un diritto costituzionalmente garantito dal secondo emendamento, quello di portare le armi. Le stragi che si sono susseguite negli anni hanno mantenuto in vita un dibattito che non ha mai trovato una soluzione al dilemma su una regolamentazione. Del resto, il 52% degli americani non vorrebbe mai rinunciare al proprio diritto di possedere un’arma da fuoco (Fonte: qui).

L’anima più conservatrice di un’America rurale, legata alle proprie tradizioni e alla propria colonna sonora country difficilmente ammette discussioni in merito. La scena country stessa è caratterizzata da un conservatorismo manifesto, che generalmente difende il diritto di armarsi. Stupisce quindi la netta presa di posizione su Twitter di Caleb Keeter della Josh Abbott Band (in foto), un chitarrista che si è esibito al Festival di country music poche ore prima della strage:
Per tutta la vita sono stato un sostenitore del secondo emendamento. Fino alla scorsa notte. Non riesco neanche ad esprimere quanto avessi torto […]. Abbiamo bisogno di un controllo delle armi ORA. Il mio rimpianto più grande è non averlo capito sino a quando i miei fratelli ed io non siamo stati in pericolo.

Per ora si tratta di un caso isolato fra i cantanti di quella sera. Intanto, il presidente Trump ha rimandato a data da destinarsi ogni discussione su una legge che regolamenti l’uso di armi da fuoco.

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Classe ’86, nata e cresciuta in Germania come immigrata italiana di seconda generazione.
Dopo il liceo si è trasferita a Roma per studiare lettere. Dal 2011 vive e lavora a Venezia.