Tutti all’Hostaria Cohen per ascoltare la voce rock blues di Arianna Antinori

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Arianna Antinori
Foto di Cristina Arrigoni

Una presentazione degna di una grande star. È successo all’Alcatraz di Milano per una serata destinata al lancio dell’album Hostaria Cohen di Arianna Antinori. Un album che vede la produzione di Mauro Paoluzzi, navigato produttore di molti successi, da Bluvertigo a Gianna Nannini, Mango e Roberto Vecchioni.
Dopo aver ascoltato, conosciuto e apprezzato la voce rock blues di Arianna Antinori, Paoluzzi ha voluto investire tempo, passione e mestiere per la realizzazione di un album che suonasse fortemente rock, ma in lingua italiana. Impresa non facile.
Nata a Roma nel 1981 e cresciuta a Velletri, Arianna vive ormai da molti anni a Vicenza. Dopo l’esperienza iniziale con la sua band Turtle Blues, collabora con molti artisti di fama nazionale e internazionale. La svolta arriva nel 2010 quando vince il contest internazionale indetto dalla famiglia di Janis Joplin (il fratello Michael e la sorella Laura) in occasione del quarantennale della scomparsa.
La sua versione del brano Mercedes Benz vince il concorso, superando centinaia di proposte arrivate da ogni continente. Nasce così la collaborazione con i Big Brother and the Holding Company, la storica band di Janis Joplin, con i quali si esibisce in Italia come special guest. Successivamente pubblica l’album AriannAntinori, uscito nel 2015, con brani inediti, tutti in inglese, oltre a
Can’t be the only one di Janis Joplin.
Ed eccoci ai giorni nostri con un disco composto da dieci brani tutti originali che Arianna Antinori canta all’Alcatraz insieme a un folto gruppo di musicisti. E che musicisti! Tra gruppo base e ospiti, alle chitarre
Phil Palmer, Carlo De Bei, Giovanni De Roit, Fabio Casali, Sergio Calonego e Alberto Radius che interviene per una versione particolare de Il tempo di morire di Lucio Battisti. Come bassisti si sono alternati John Giblin, Manuel Bisetto, Carlo Giardina, mentre alla batteria Tullio De Piscopo, che propone un entusiasmante assolo, Roberto Segala, Paolo Bertorelle, Francesco Corvino. Cantanti e coristi di prim’ordine: Charlie Cannon, Sofia Fragile, Simona Bovino, Luca Di Nunno, Antonio Galbiati. Al pianoforte Nicolò Fragile e Ugo Bongianni, ai fiati Gabriele Comeglio, Alessio Nava, Sergio Orlandi, Valerio Beffa, al violino Andrea Di Cesare e all’armonica Marco Pandolfi.
Una parata di musicisti per un suono potente dove la voce di Arianna Antinori esce con tutta la sua potenza. Incredibile nell’interpretazione di Whole Lotta Love dei Led Zeppelin, stessa grinta e determinazione per Helter Skelter dal doppio White Album dei Beatles. Primo inedito Chiodo fisso scritto da Paoluzzi e Vincenzo Incenzo, coppia che firma il successivo Martha, ma la voglia di Zeppelin irrompe ancora ed ecco Immigrant Song. Ancora inediti, stavolta firmati da Paoluzzi e Elio Aldrighetti: Uomo in mare, Hostaria Cohen e Non c’è più tempo fino a uno dei brani più intriganti, Mai, della coppia Paoluzzi e Raffaella Riva, già protagonista del Gruppo Italiano e autrice per Gianna Nannini.
Grandi autori, per inediti che meritano ascolti supplementari, ma anche un omaggio alla canzone italiana degli anni ’60 con La notte di Adamo, che, non potendo essere presente, saluta il pubblico attraverso un video. Tra un inedito e l’altro, Arianna Antinori sfodera grinta e passione con i brani internazionali che abitualmente esegue ai concerti, da Piece of my heart di Janis Joplin a Moby Dick dei Led Zeppelin. Copertina coloratissima a cura di Andy Fluon che all’Alcatraz ha portato vari suoi quadri, oltre a un violoncello e grammofono, sempre carichi di colori vivaci.

Arianna Antonori

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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).