Ammore e malavita. Un camorra-musical

Il killer e l'infermiera. Amore e morte in musical nella Napoli malavitosa

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Ammore e malavita
di Antonio e  Marco Manetti
con Giampaolo Morelli, Serena Rossi, Claudia Gerini, Carlo Buccirosso, Raiz, Franco Ricciardi
Voto 6/7

Non scriverò di nuovo che che il camorra-movie mutuato dai modelli estremo-orientali e ibridato con le canzoni di guapparìa alla fine sia la nuova variante di brand per cui al turista/spettatore di certa Napoli si vendono mitragliette e tatuaggi al posto di mandolini e pini di Posillipo. Proprio all’ultimo festival di Venezia, dove Ammore e malavita si è preso 4 premi, mi hanno alla lunga stancato anche le varianti delle frequentazioni delle mafie di John Woo e di Takeshi Kitano (che pure ho amato…). Però… Qui si apre con un boss camorrista ferito al sedere in un agguato tra cosche che fa ammazzare un sosia per uscire di scena. Il morto, infelice e innocente, canta la sua tristezza dalla bara. Sfizioso e rappresentativo del mood con cui i Manetti Bros affrontano il genere: un musical ironico sul modulo che va di più, il film malavitoso italiano. Un’infermiera vede il vero boss vivo, il boss vuole l’infermiera morta e manda a cercarla Ciro la Tigre, il killer più fidato, addestrato alle armi e alle arti marziali fin da ragazzino in maniera cinematografica. Ahimè: fin da ragazzino Ciro era anche innamorato dell’infermiera. Entra il Destino! Scatenate l’inferno, cantateci sopra e, se ci riuscite, ballate.  Con Ammore e malavita  I Manetti bros ampliano la formula “cinema di genere+ironia+più musica” e ci danno un camorra-musical zeppo di citazioni tra il neomelodico e il post-tribale. Si sorride per duetti sentimentali tra killer ferocissimi, per lamenti da malavitosi in episodi da melodramma malavitoso, per citazioni della tradizione neomelodica per guappi, per l’uso della canzone centrale di Flashdance riadattata e per un giro turistico alle Vele di Scampia. Va bene, per fare ironia sul genere bisogna anche obbedire al genere e Gomorra è il genere più venduto e fortunato, sia in taglio basso pop che in taglio alto, colto e sociologico. Però…

 

 

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori