Anastacia. L’evoluzione dopo la risurrezione

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Dopo la “risurrezione” è tempo di evoluzione per Anastacia. Anzi, di Evolution, come il suo nuovo album, uscito il 15 settembre: «Ci lavoro dal 2007», ci ha raccontato la cantante a Milano. «Ho voluto chiamarlo così perché questo disco è l’immagine di quello che ci circonda: si evolve la realtà, si evolve la musica e mi evolvo io. Mi sembrava una parola perfetta e molto forte».
Una carriera, quella di Anastacia, proseguita nonostante le tante difficoltà: «Finalmente sono tornata. E sono qui con ogni parte di me: con la mia forza e con una voce che, fortunatamente, non se ne è mai andata. Mi sentivo a pezzi, avevo bisogno di ricostruirmi come persona e l’ho fatto attraverso questo album. Ho avuto un tumore, ma “tumore” è solo una parola, per quanto terribile. Nonostante quello che mi è successo, rimango una persona estremamente positiva che pensa solo a guardare avanti».
Certo, per una delle popstar più amate del pianeta non dev’essere facile continuare a misurarsi con se stessa: «In realtà quando pubblico un disco non ci penso. Mi concentro unicamente sulla musica e, se la mente vola verso questioni più “commerciali”, cestino il lavoro e ricomincio, perché capisco che sto facendo la cosa sbagliata».
Il disco sarà presto suonato live: «Non vedo l’ora! Non so ancora quali canzoni dell’album proporrò dal vivo, ma voglio cantarne molte. Alcuni pezzi saranno scelti dai miei fan, tramite un’app creata ad hoc. Durante le registrazioni, andavo a letto alle 6 e mi svegliavo alle 14: è stata dura, ma ero felice perché pensavo ai concerti».
Ma Anastacia ha trovato anche il tempo per parlare dell’Italia, con cui ha un rapporto speciale: «Il ricordo più bello che ho di questo Paese è stato il duetto con Pavarotti al Pavarotti and friends a Modena. Poi ho cantato con Eros Ramazzotti, con cui ho un rapporto speciale: scherziamo sempre, ci divertiamo molto. Sarei dovuta essere al concerto di Umberto Tozzi all’Arena di Verona ma purtroppo, a causa del cambio di data, ho dovuto rinunciare, perché quel giorno sarò ospite a una trasmissione televisiva tedesca».
Infine, due parole anche sulla triste vicenda di Las Vegas: «Il tema delle armi in America è molto caldo. Io sono assolutamente contraria al loro possesso in maniera libera. Ce lo permette la nostra Costituzione, ma allora le armi non erano certo come quelle che ci sono ora. La questione è che la Rifle, l’organizzazione americana a favore della detenzione di armi, ha molti soldi: è nella sua convenienza che la situazione non cambi. Ci sono molte cose sbagliate nell’America di oggi».

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Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe '93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all'Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia.