Celebration su Rai 1. Un mix tra Tale e Quale e il karaoke. Insomma, ‘na chiavica!

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Celebration

Ho retto fino ai Beatles. Ma dopo quel numero agghiacciante ho spento la Tv. Avevo letto grandi proclami a proposito di Celebration, il nuovo programma del sabato sera di Rai 1. Quindi mi ci sono accostato con curiosità, senza alcun preconcetto.
Inizio decente, con una sigla alla La la land (fatte le dovute proporzioni, naturalmente). Gli autori si giocano subito un asso, facendo cantare You’re so beautiful di Joe Cocker e Roadhouse Blues dei Doors a Fabrizio Moro. Che s’impegna, ma canta in un inglese talmente maccheronico che fa rabbrividire (perlomeno ha l’onestà di ammettere che l’inglese lui non lo sa, e che a un certo punto si è incantato il “gobbo”).
Poi arriva Noemi, non male. Ma a riportare il tutto sotto il minimo sindacale ci pensa Claudia Gerini, con una sguaiata imitazione di Madonna: una baracconata da oratorio.
L’ideona del secolo è lanciare un sondaggio via smartphone su chi è meglio tra Madonna e Michael Jackson. Quindi è la volta di Francesco Gabbani, uno che a me ha sempre ispirato simpatia. Il fatto è che prima canta una meraviglia di canzone come (Sittin’ on) The Dock of the Bay di Otis Redding martoriandola, poi diventa protagonista di un siparietto imbarazzante con Neri Marcoré che interpreta il ruolo dello psicanalista che fa domande strampalate, mentre l’ex ragazzo di Carrara dà risposte altrettanto strampalate stando sdraiato sul classico lettino. Sarebbe bello sapere chi tra i molti autori è stato pagato per scrivere questo sketch terrificante. Così come è terrificante il monologo di Raoul Bova, uno che ormai è come il prezzemolo: esce dal GF Vip ed eccolo subito tra gli ospiti del sabato sera di Rai 1.
Insomma, il programma è un mix tra Tale e Quale Show di Carlo Conti e il karaoke: grandi canzoni che hanno fatto da colonna sonora alle nostre vite, però spesso massacrate. O comunque proposte senza regalare grandi emozioni. Come fa Michele Bravi quando canta Your song di Elton John. E travestimenti improbabili. Con spezzoni di pochi secondi di video originali buttati qui e là.

CelebrationQuella che ne viene fuori meglio è Serena Rossi. Bella, simpatica, sa cantare e ballare. Insomma, una conduttrice di razza. E assieme a lei, una nota di merito va ai musicisti che compongono l’orchestra, tutti professionisti di prim’ordine.
Ma all’inizio dicevo dei finti Beatles. Un “fake” dichiaratissimo, of course. Ma non per questo meno irritante: il quartetto è composto da Lello, Greg, Neri Marcoré e un inedito Alex Britti alla batteria. Dando un’occhiata ai social, leggo che qualcuno si è divertito. Ma la maggioranza dei commenti si avvicinano al mio pensiero: ‘na chiavica! E quest’espressione napoletana mi pare la sintesi migliore per l’intero programma.

Celebration

P.S. Prima di pubblicare questo post, ho riacceso la Tv. C’era Alex Britti che stava cantando Purple Rain di Prince. Se anche il resto del programma fosse stato su questi livelli sarei stato meno tranchant (e comunque, siccome questa è “roba buona”, la piazzano in chiusura. Così non dà fastidio!).
Chiudo con questo fantastico tweet lanciato dall’account ufficiale di Rai 1 che mi è stato segnalato da un amico… #JoeKocker forever!

Celebration

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: “Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi”.

  • Piero

    a me non e’ piaciuto per niente

  • Augusto Sorrentino

    Bruttissimo non c’è da commentare

  • Mandragola

    Trovo che finalmente, dopo moltissimia anni, si sia visto qualcosa di buono ed innovativo su RAI uno con molti pregi e anche qualche limite e qui a cercare subito il pelo nell’uovo. Poi si scopre che a vincere la gara degli ascolti è la dozzinale rivisitazione de “La Corrida” di Corrado. Tale triste evidenza si commenta da sola.

  • tartaro

    A me invece non è mai piaciuto Britti.per fortuna l’hanno messo alla fine