Yashica Y35. L’analogica digitale che spiazza

Una macchina fotografica moderna che chiede di simulare gesti antichi. Perché?

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Yashica, marchio glorioso rinato attraverso una startup di Hong Kong, ha annunciato la digiFilm Y35, che è una macchina fotografica digitale (le foto le registra sulla solita schedina di memoria), ma ha la forma (bella) di una macchina analogica del passato. E fin qui niente di strano: la stranezza è che per usarla devi fare i movimenti rituali del passato: devi aprire il dorso e invece della pellicola analogica ci metti due pile stilo e un rullino. Attenzione: il rullino ha la forma dei rullini di pellicola, ma non è un rullino, è un digifilm, cioè un plug-in che dice alla macchina come fotografare (in bianco e nero, a colori o con altre due impostazione di tinta e di luce).
Perplessità di molti: perché mettere un finto rullino ogni volta che cambi modalità invece di usare un banale bottone come nelle app? Non è tutto: prima di fare una foto (per poter fare la foto) devi azionare con il pollice la classica levetta che nelle macchine meccaniche del passato faceva avanzare di uno scatto la pellicola. E che fa anche il rumore del passato (però elettronico). Ma qui non c’è la pellicola e la leva non trascina niente. Da cui altre reazioni al limite della crisi di nervi. Perché?!
Yashica lo spiega così: se ti prendi il tuo tempo per “caricare” il finto rullino e per “far scorrere” una pellicola che non c’è, “pensi” di più la fotografia che stai per scattare. Reazioni standard: è un giocattolo, uno scherzo, una follia, ha un’ottica non pazzesca e un sensore inferiore a quello di certi telefoni. Certo. Però ha una forma e una serie di “obblighi” che in qualche modo ti permettono di “mimare” gesti del passato e di “ripensare” l’approccio all’immagine. Sembra folle? Nel metodo Feldenkrais, una ginnastica di auto-educazione al movimento, quando muovi il braccio sinistro anche il destro impara, e quando non lo muovi ma pensi di muoverlo, il corpo registra il segnale e impara. Vi sembra così strano che  una macchina fotografica vi faccia fare esercizio simile? E non è finita: come una volta le foto non le vedevi fino allo sviluppo, anche sulla Y35 vedi cosa hai combinato solo quando leggi la schedina: ma dopo ogni scatto resti col dubbio/speranza su come sarà venuta la foto perché non la puoi vedere (e non la puoi cancellare): non c’è lo schermo…
Yashica Y35 più che una macchina sembra un dispositivo per simulare un comportamento che il cervello registra e impara, come nel Feldenkrais. E nonostante tutte le obiezioni del mondo il crowdfunding aperto per portare il progetto a termine ha ampiamente superato la cifra richiesta. La macchina con quattro rullini/digifilm arriverà sul mercato. Ora si può finanziare o prenotare su Kickstarter: 150 dollari con i digifilm: Consegna attorno ad aprile 2018.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori