La mia passione su Rai3, protagonista Giorgia: la dimostrazione che in Tv si possono fare anche bei programmi

1954
2

Ma allora i bei programmi in Tv esistono! Questo l’ho scoperto per caso: poco dopo le 23 ho girato su Rai 3 e c’era Giorgia che si stava raccontando. Non ho cambiato canale fino alla fine e ho fatto bene. La mia passione (questo il titolo) è un programma semplicissimo, ma molto coinvolgente.
Di base è una lunga intervista inframmezzata da spezzoni video d’epoca. L’intervistatore, Marco Marra, fa domande semplici ma non banali. E Giorgia risponde con parole semplici, ma proprio per questo sincere. Parla un po’ di tutto, di papà Giulio (ottimo cantante con una voce nera come il carbone, che volle darle quel nome ispirandosi all’omonima canzone di Ray Charles), di mamma Elsa («Grazie a lei scoprii che esisteva anche la musica italiana»), della sua romanità, delle prime esibizioni, quando le sembrava di toccare il cielo con un dito perché le davano «anche la bellezza di 80.000 lire» per fare ciò che ha sempre amato di più, cioè cantare.
Giorgia parla con grande naturalezza della sua romanità, è molto divertita quando rivede certi look d’antan, si commuove sinceramente quando partono spezzoni di video che documentano la celebre esibizione di Whitney Houston a Sanremo 1987 oppure una versione di Come saprei a tre voci con la straordinaria Mia Martini e Michele Zarrillo. Ci sono omaggi a Pino Daniele («Ci siamo conosciuti perché avevamo lo stesso commercialista») e a uno dei grandi amori della sua vita, Alex Baroni, che ci ha lasciato troppo presto.
L’atmosfera è quella della chiacchierata tra amici e l’ambientazione molto semplice, in uno dei locali che l’hanno vista nascere come cantante, il Big Mama di Roma. Credo che il tutto sia costato relativamente poco. Magari non ci saranno grandi rivelazioni, ma ci sono aneddoti gustosissimi, e il tutto scorre via veloce regalando emozioni anche a chi sta dall’altra parte dello schermo.
Insomma, per una volta la musica in Tv viene “trattata bene” e il conduttore mostra grande rispetto per il personaggio che ha davanti, per la sua storia e le sue idee. Quello che ci piacerebbe vedere più spesso in una televisione che ormai punta quasi sempre all’effetto lacrima o all’effetto speciale, quasi sempre fuori dalle righe.
Quindi giovedì prossimo devo ricordarmi, poco dopo le 23, di sintonizzarmi su Rai 3. In tutto le interviste sono 7. Onestamente non ho idea di chi saranno i prossimi 6, da quello che ho capito personaggi appartenenti a vari settori: leggo in un comunicato stampa che si tratta di «personaggi che hanno eccelso nella loro arte o professione, seguendo una vocazione che ne ha fatto vite esemplari». Il programma è del già citato Marco Marra, scritto con Silvia d’Ortenzi e Antonio Carbone e introdotto dalla storica Michela Ponzani.
Se qualcuno volesse vedere (o rivedere) l’intera puntata, basta che clicchi qui.

CONDIVIDI

Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: “Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi”.

  • gianni

    Tutti dovrebbero amare Giorgia, perché è vera, onesta e coraggiosa, ha rivoluzionato il ruolo della donna nella musica italiana, spezzando la divisione maschilista tra cantante e autore! per quanto riguarda l’intervista è stata piacevole ma non paragonabile a quella di anni fa su Mtv

    • Massimo Poggini

      Ha detto bene: anni fa. Per di più su una Tv che non esiste più. Questo programma se paragonato alle troppe ciofeche che ci sono in giro è molto bello. Ovviamente concordo sugli aggettivi che hai usato per Giorgia.