Un doppio live per Dodi Battaglia. E la storia continua…

Per Dodi Battaglia la storia continua. Dopo l’addio dei Pooh, un lungo tour estivo immortalato in questo album che suona davvero live.

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Dodi Battaglia
Ha bruciato le tappe Dodi Battaglia per far uscire questo doppio album dal vivo registrato durante un lungo tour estivo. Lo ha chiamato E la storia continua… e non poteva essere altrimenti dopo i tanti concerti con i Pooh prima dell’addio. L’ultimo concerto del gruppo è stato quello a Bologna del 30 dicembre 2016. Ognuno di loro aveva già chiaro in mente cosa fare per non starsene con le mani in mano. Dodi ha anticipato tutti. Recentemente il conservatorio “Egidio R. Duni” di Matera gli ha conferito una laurea honoris causa in “Chitarra elettrica – dipartimento di nuovi linguaggi e nuove tecnologie».
Nei progetti futuri, un album da studio, un tour invernale in cui proporre quelle canzoni dei Pooh che non sono state spesso suonate dal vivo e soprattutto un’altra festa celebrativa: il 1° giugno 2018 festeggerà il suo compleanno e i suoi 50 anni di carriera con un grande concerto in piazza Maggiore a Bologna.
Dodi Battaglia
Un’attività inarrestabile, tra concerti e dischi, come fai ad avere ancora tanto entusiasmo?
È il pubblico che ti stimola. La storia continua, perché non la puoi fermare, come la musica. È stata tanta l’emozione di suonare ogni sera che non si voleva mai smettere. Abbiamo cominciato con un tour di 30 concerti e alla fine sono diventati 50. C’erano così tante persone da riempire ogni piazza e ogni angolo della piazza fino dentro le gallerie. È bello quando tutto funziona al meglio, perché coincidono una serie di fattori, l’artista e il repertorio, i musicisti e l’impianto audio adeguato. Sono davvero contento di quello che abbiamo suonato.
Un doppio album che avevi già pensato di realizzare quando è partita la tournée?
Per niente pensato. Il 15 luglio abbiamo deciso di realizzare l’album, ma dovevamo bruciare le tappe, anche per non uscire in contemporanea con i dischi dei “colleghi”. Loro a metà novembre e io almeno un mese prima. Abbiamo fatto un’unica registrazione, perché questo è un vero live, non risono parti incise in sala incisione. Lo sentirete dall’ambiente, dagli applausi e dalla sequenza dei brani. Nessuna correzione e soprattutto una sola registrazione, quella del 15 settembre a Lanciano, dove risiedono parte dei componenti del gruppo.
Nella selezione dei brani, da Canterò per te a Chi fermerà la musica, quale criterio è stato adottato per la scelta?
Una selezione che guardasse al popolare. Non è mia indole inserire solo brani che ho firmato io, volevo fare una cosa largamente popolare, magari inserendo anche canzoni non di largo consumo e pezzi strumentali come Dove comincia il sole con in evidenza la chitarra elettrica, ma anche gli acustici Mediterranea Girl e Primavera a N.Y.. Ho notato con piacere che anche il vasto pubblico, quando gli proponi brani belli, pur se strumentali, diventa attento e sta a sentire. È stata comunque una scelta di repertorio votata al bagno di folla. 
Tre brani strumentali dove ti esprimi con la chitarra, uno strumento che ti accompagna da sempre. Ma è vero che quella volta che Jimi Hendrix suonò a Bologna tu eri in uno dei gruppi d’apertura al suo concerto?
Eh già, ne sono passati di anni, ancora non ero nei Pooh. Io però nasco come fisarmonicista quindi con indole melodica e popolare, poi sono diventato chitarrista da rock band, con canzoni come Amici per sempre, Parsifal e Chi fermerà la musica. Sono diventato autore, musicista e cantante, ma gran parte del mio io continuo a esprimerlo con la chitarra, sia dal punto di vista acustico che elettrico.
È in uscita anche un DVD che riprende tutto il concerto, ma non dire che hai già in mente altri progetti live e discografici?
Non ci si può fermare. Giusto l’altro giorno, parlando con il mio produttore, abbiamo fissato l’idea di riportare alla luce brani che non sono mai  entrati nei live dei Pooh, perché noi abbiamo inciso 300 canzoni e ne abbiamo sempre suonate solo una cinquantina nei concerti. Non dirlo in giro ma avrei anche un titolo provvisorio: Perle.
Dodi Battaglia
Foto di Cristian Dossena
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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).