Una donna fantastica. Davvero

Una persona combatte per la sua identità in un mondo che la respinge

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Una donna fantastica
di Sebastian Lelio
con Daniela Vega, Francisco Reyes, Luis Gnecco, Aline Küppenheim, Amparo Noguera.
Voto 7/8

Dopo una cena e un ballo due amanti con una bella differenza d’età, il commerciante Orlando e la cameriera e cantante Marina, dormono insieme: lui si sente male, lei lo soccorre, lui arriva morto in ospedale, lei viene sospettata dai medici, fatta cercare dalla polizia, diffidata dai parenti di lui a presentarsi al funerale, minacciata fino alla violenza. Perché? Perché Marina è un transessuale. E poco importa che la storia d’amore fosse vera e bella: un padre di famiglia con un trans è cosa da nascondere, da censurare con le minacce.
Una donna fantastica viene dallo stesso regista di Gloria, ed è molto latinoamericano: parte indolente, prende un ritmo un po’ ipnotico, si aggira come un serpente attorno al viso, al corpo, ai vestiti e all’equivoco che avvolge il/la protagonista e strada facendo, attraverso l’angoscia dell’ingiustizia centellinata della storia (che a tratti toglie il fiato dalla rabbia e dalla paura), arriva a farti capire che donna davvero fantastica si cela nel corpo a metà strada di Marina. Non è una conquista intellettuale (il rispetto): è  il riconoscimento di un’identità che emerge dal film attraverso la resistenza. Orso d’argento alla sceneggiatura a Berlino 2017.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori