Luca Bonaffini pubblica “Eterni secondi” e racconta quella notte in cui spuntò la luna dal monte…

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Luca Bonaffini

Luca Bonaffini è un cantautore (in carriera ha pubblicato dodici album) e un apprezzato autore: collaboratore fisso di Pierangelo Bertoli, ha scritto anche per Patrizia Bulgari, Flavio Oreglio, Sergio Sgrilli, Fabio Concato e Claudio Lolli. Anche Nek ha interpretato una sua canzone. Non contento, questo mantovano di 55 anni ha anche scritto testi teatrali insieme ad Enrico Ruggeri e Dario Gay e, nel 2015, è stato protagonista di un libro intervista, scritto da Mario Bonanno, dedicato ai suoi trent’anni di carriera ed intitolato La protesta e l’amore. Conversazioni con Luca Bonaffini. Per buon peso è anche un apprezzato regista teatrale.

Oggi, per Gilgamesh Edizioni, esce Eterni secondi, definito un “romanzo a tre tempi” e mai definizione fu più azzeccata. Il libro contiene infatti tre racconti, apparentemente lontani fra di loro, che vanno a comporre un unico mosaico: quello di un autore che, nel pieno della maturità, vuole raccontarsi e raccontare, partendo da sé per volgere lo sguardo verso la sua generazione ed il mondo di oggi.

Un libro che convince e si legge con grande piacere, sia nei primi due capitoli più strettamente “narrativi” (alcune intuizioni sono fulminanti), sia nell’ultimo capitolo dedicato ad un episodio della sua vita di un quarto di secolo fa che, da un lato, rende omaggio ad un grande artista come Pierangelo Bertoli e, dall’altro, immerge il lettore nel mistero del processo creativo.

Luca Bonaffini

Cattivi romantici, il primo racconto, è l’episodio che fotografa, sia pure con un obiettivo non convenzionale, chi si è trovato a diventare uomo in questo Paese tra gli anni settanta e gli anni ottanta. “Tre amici e un funerale” potrebbe essere il sottotitolo di una storia che si dipana tra passato e presente, musica e droga, politica e disimpegno, fino all’inatteso epilogo finale.

L’internauta, il secondo racconto, è forse l’episodio più contemporaneo: ispirato dal disco Sognatori feriti di Renato Bottura, ha per protagonista un mago del web che, il giorno in cui si rompe il suo computer, inizia a sognare. I suoi sono stati di trance in cui si mescolano fantasia e realtà, una realtà alterata, ma non per questo distante dal vero.

Chiude il libro La notte in cui spuntò la luna dal monte, il racconto che più piacerà a chi ama la musica d’autore: in trenta pagine, Bonaffini ripercorre infatti la notte tra il 6 e il 7 gennaio del 1991 in cui, nella sua abitazione, Pierangelo Bertoli scrisse il testo di Spunta la luna dal monte, con la complicità dello stesso Bonaffini. Lo fa con una tale semplice spontaneità che sembra davvero di essere lì, in quel salotto, a respirare passivamente il fumo di troppe sigarette, mentre tra chiacchiere e confessioni nasce una canzone diventata poi, negli anni, un classico della nostra musica.

E proprio a Bertoli, Bonaffini dedica quest’ultima parte del libro, a 15 anni dalla sua morte, avvenuta il 7 ottobre del 2002, ed alla vigilia di quello che (il prossimo 5 novembre) sarebbe stato il suo 75° compleanno.

Luca Bonaffini

Pubblichiamo infine un breve scritto dell’autore che illustra, a modo suo, quello che è il “romanzo in tre tempi” Eterni secondi.

Parlare di sé stessi, in assenza di un buon ego e di una decente dose di narcisismo, è sempre piuttosto complicato. Recensire un proprio lavoro, musicale o letterario, quindi è anche peggio. Potrei soffermarmi sul “perché” allora, offrendo al lettore una motivazione forse profonda, magari di “spessore”, rischiando di appesantire l’approccio ad un linguaggio (quello narrativo) che da solo parla benissimo e con una certa leggerezza. Trasgredirò la regola, per una volta, dell’autocelebrazione e della promozione a tutti i costi, raccontandovi un episodio: da ragazzo, anzi “ino”, ero talmente bravo in italiano che mi conquistavo il mio cinque quotidiano e, nonostante mi sia diplomato maestro elementare, l’esame di maturità – secondo uno dei miei ex sopravvissuti insegnanti – devo ancora passarlo! Ebbene, ecco il sommo riscatto: da eterno ultimo, a eterno secondo (terzo, quarto, quinto…). Ma almeno, un posto da qualche parte di un assolato silenzioso lembo di tempo, ho trovato il mio ombrellone trasparente.

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Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.