Avete mai sentito Ligabue cantare in sardo?

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Ligabue

Sicuramente i fan incalliti di Ligabue conoscono questo lavoro del loro idolo. Ma per gli altri magari è curioso sentire il Liga che canta in sardo. Peraltro c’è anche un “aggancio” con la cronaca attuale, considerato che il Made in Italy Tour finirà proprio in Sardegna, con i due concerti del 3 e 4 novembre al Padiglione E della Fiera di Cagliari.
Ma torniamo alla nostra storia. Correva l’anno 2.000 e il “nostro”, notoriamente da sempre innamorato della Sardegna (dove va spesso in vacanza), accettò l’invito che gli fecero i Tenores di Neoneli di partecipare all’incisione dell’album Barones: il testo delle canzoni incluse nel Cd è tratto da un componimento popolare sardo intitolato S’innu de su patriota sardu a sos feudatarios (“L’inno del patriota sardo contro i feudatari”), scritto da da Francesco Ignazio Mannu di Ozieri nel 1794, in piena epoca Sabauda, durante i moti rivoluzionari sardi.
Il componimento da molti è conosciuto con il titolo di Procurade ‘e moderare, che in realtà è il suo incipit. È una poesia scritta in ottave. L’intero testo si compone di 47 strofe, per 376 versi complessivi. Per l’occasione Ligabue cantò assieme ad Angelo Branduardi un brano intitolato Ai cuddos (“A coloro”), incentrata su 8 versi, quelli che vanno dal 29 al 36. All’incisione dell’album collaborarono anche Francesco Guccini, Elio e Francesco Baccini.
Ecco un video contenente Ai cuddos cantata da Ligabue e Branduardi. A seguire, pubblichiamo la traduzione in italiano (non essendo assolutamente in grado di giudicare la pronuncia, mi piacerebbe sapere da qualcuno dei miei amici sardi se Luciano e Angelo se la sono cavata oppure no).

Traduzione in italiano (le strofe dalla 29 alla 32 le canta Branduardi, le successive tre Ligabue e l’ultima i Tenores di Neoneli).
29) A coloro che in favore della patria hanno lottato, che hanno impugnato la spada per la causa comune, o una fune al collo, meschini, volevano mettere, o come Giacobini li volevano massacrare.
30) Però il cielo ho difeso i buoni in modo evidente ho atterrato il potente, ed esaltato gli umili. Iddio, che si è dichiarato in favore della nostra patria, da ogni vostra minaccia egli ci salverà.
31) Perfido feudatario! Per interesse personale un protettore dichiarato sei dei piemontesi: con loro ti accordasti con molta facilità, lui mangia in città, e tu in paese, a gara.
32) Era per i piemontesi una cuccagna, la Sardegna: come la Spagna nelle Indie essi si trovavano qui; ci alzava la voce perfino un cameriere; o plebeo o cavaliere, il sardo si doveva umiliare.
33) Loro dalla nostra terra hanno portato via milioni, venivano senza pantaloni e ripartivano gallonati. Mai fossero venuti che ci hanno bruciato tutto! Maledetto il paese che crea una simile razza.
34) Loro qui incontravano matrimoni vantaggiosi, per loro erano gli impieghi, per loro erano gli onori, le maggiori dignità di chiesa, toga e spada: e al sardo restava una fune per impiccarsi.
35) Ci mandavano i peggiori per castigo e pena, con salario e pensione, con impiego e con patente. A Mosca gente simile la mandano in Siberia, ma per farla morire di miseria, non per governare.
36) Baroni, la tirannide, cercate di moderare, cercate di moderare, Baroni, la tirannide, Baroni, la tirannide, cercate di moderare, cercate di moderare, Baroni, la tirannide.

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: “Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi”.