Brutti e cattivi. Gli insoliti ignoti

Banda da corte dei miracoli romana contro la mafia cinese. Disperato ma non serio

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Brutti e cattivi
di Cosimo Gomez
con Claudio Santamaria, Marco D’Amore, Sara Serraiocco, Simoncino Martucci, Narcisse Mame
Voto 7 meno

Se non son mostri non li vogliamo… Santamaria in questo film di freaks è il Papero, mendicante malavitoso tutto busto, niente gambe. Difficile non pensare che in qualche modo sia parente del suo Jeeg Robot d’acciaio. Il Papero è un handicappato di stirpe circense, ha un fratello con problemi analoghi (il Pollo), ha una relazione sensuale e soddisfacente con la sua sexy metà, lei senza braccia (e che lo eccita facendo in camera da letto la Carrà o la Ferilli), è aiutato da un rasta psicopatico traumatizzato dalla scomparsa del padre in Giamaica (detto Il Merda per via dell’alito) e mette a punto una splendida rapina ai danni della mafia cinese utilizzando le doti della compagna e quelle di un nano tecnologo specialista in casseforti. La compagnia è brillante (anche i dialoghi) e manca solo che riducano qualche antipatica a “uno di noi” (come gridavano ritualmente i Freaks di Tod Browning). Non siamo in Freaks (più dalle parti di Scola) e i nostri mostri si limitano a far finire il Papero tradito in un cassonetto per essere tritato dalla nettezza urbana. Come ciò non fermi il film, che riserva almeno altre due sorprese, è cosa che si guarda senza troppa noia con il concorso di una prostituta africana che crede in una divinità quasi indiana. Il tutto è giocoso e verso la fine sfiora pure una sensazione di buonismo nascosto. Il regista Cosimo Gomez, esordiente, viene dalla scenografia e si vede. Il tutto è godibile. Santamaria istrionico.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori