Le Orme invisibili di Aldo Tagliapietra

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Aldo Tagliapietra

A cinquant’anni dal primo successo delle Orme (Senti l’estate che torna) la voce storica del gruppo veneziano torna su disco a otto anni dal suo distacco dai resti della formazione storica, oggi guidata dal batterista Michi Dei Rossi. “Invisibili realtà” è un disco introspettivo e personale che porta Aldo Tagliapietra nel territorio a lui più congeniale, quello delle ballate semiacustiche immerse in ambiente prog. Nove lunghi brani disegnano il tragitto tra Musica e parole, La porta, e Siamo nel cielo, E’ la vita e Radici, Il sole del mattino, Il bisogno di te e Come onde fino alla strumentale Invisibili realtà che dà titolo al lavoro.

Eccellente produzione che riporta al miglior spirito sonoro degli anni ’70 senza perdere di attualità, Invisibili realtà è un disco intenso che si fa ascoltare e che ha frequenti rimandi a quel mondo che i fan della prima ora hanno imparato ad apprezzare e amare.

Siamo del cielo potrebbe essere figlia di Collage, con la sua parte strumentale centrale e la visione del tempo che trascorre, un tempo per ogni cosa, vivere, morire, sognare, trovare se stessi “fra tramonti e aurore”.

Radici riporta ai suoi amori indiani, il sitar, le percussioni come tabla, i suoni orientali, il duduk turco di Mauro Martello, la ricerca del senso della vita e della propria identità. Affascinante.

“L’album segna un momento importante della mia vita – spiega Tagliapietra – in cui ho voluto davvero raccontare me stesso, il mio mondo, le cose che ho vissuto e sto vivendo. Arriva un momento in cui ti guardi indietro e vedi tutto ciò che hai fatto e la vita che hai vissuto, poi guardi avanti e capisci che il più è stato fatto. Ho 72 anni, i miei acciacchi, qualche amico che mi ha lasciato, come Claudio Galieti, il primo bassista delle Orme, e ti fai venire dei pensieri. Così scrivi che “non ho nulla a cui ritornare, tranne che dentro me stesso” o “nella mia stanza vuota, cancello i miei pensieri”. Ma ti rendi anche conto che ogni giorno ha lo stesso un grande valore, che ci sono cose che ti possono fare rinascere, che “c’è un tempo per vivere e uno per morire, ma nell’immenso del mio cuore ritrovo me stesso”. Bisogna solo guardare le cose con occhi diversi, guardare il fiore che apre gli occhi al giorno, l’amore che risplende come neve al sole, il sorriso di un bambino e questa storia mai finita che è la vita!”.

Musicalmente “Invisibili realtà” è un viaggio introspettivo ma anche nel tuo passato musicale: “Sì ci sono dentro tutto. Io non sono un autore che riesce a scrivere un successo in mezz’ora come McCartney con Yesterday. Sono un artigiano, devo lavorare, rivedere, studiare. Mi serve tempo. Qui ho centellinato ogni parola cercando quelle giuste per ogni verso, ogni canzone. Poi ho affidato tutto al mio gruppo. Ho detto: queste sono le canzoni, queste le parole, queste le melodie. Vedete voi cosa vi viene fuori. E loro, che suonano con me da anni, e mi conoscono bene, hanno trovato gli arrangiamenti giusti, come si faceva una volta, quando tutti davano il proprio contributo e il risultato era creato insieme. E ne è venuto fuori un disco molto anni ’70, con le canzoni, le ballate ma anche le parti strumentali, e soprattutto la passione, la voglia di pace, la speranza, e la consapevolezza, della nostra fragilità, ma anche della nostra forza”.

Con Aldo, sitar e voce (ho voluto lasciare il basso e la chitarra agli altri questa volta) suonano Andrea De Nardi alle tastiere, Matteo Ballarin alle chitarre, Manuel Smaniotto batteria, Andrea Ghion basso, più l’intervento di Mauro Martello al duduk.

Domenica 19 novembre al teatro Toniolo di Mestre il disco sarà interamente presentato dal vivo in una serata benefica. Sul palco, prima di Tagliapietra, anche Toni Pagliuca e gli Uragani.

“Invisibili realtà” è già disponibile nei negozi in vari formati, cd, Lp con Cd e Poster, Lp vinile bianco in edizione limitata. A novembre uscirà la versione digitale. Sul canale youtube di Aldo Tagliapietra è già visibile da qualche giorno il video di 20′ sulla lavorazione del disco.

Giò Alajmo

(c) 27 ottobre 2017

Foto di Daniele Ferretti
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Giò Alajmo ha la stessa età del rock’n’roll. Per 40 anni (1975/2015) è stato il giornalista musicale del principale quotidiano del Nordest, oltre a collaborare saltuariamente con Radio Rai, Ciao 2001, radio private e riviste di settore. Musicalmente onnivoro, è stato tra gli ideatori del Premio della Critica al Festival di Sanremo e ha scritto libri, piccole opere teatrali, e qualche migliaio di interviste e recensioni di dischi e concerti.