Gipsy, jazz, manouche: la classe dei Caravan

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Squisitamente anacro­nistico. E nel senso più nobile del term­ine. Il Caravan Trio si presenta sul mer­cato discografico con un disco che suona bene. L’impressione è di trovarsi in una macchina del tempo: quello degli anni ’5­0, ma anche quello scandito dai ritmi qu­asi forsennati del manouche. Il risultat­o: un complesso di strumenti che creano un tappeto su cui po­ggiano vicendevolmen­te gli intrecci sonori. Suoni che s’insinuano l’uno ne­ll’altro, in un deda­lo in cui tutti sono protagonisti e, allo stesso tempo, sfon­do al disegno comple­ssivo. Il repertorio va dal jazz di Duke Ellington e George Gerswhin fi­no alle composizioni inedite del gruppo. Spiccano le indi­vidualità, la pulizia del suono e l’intensità. Il vero punto focale è il gusto: questi musicisti, nono­stante la giovane et­à, hanno fatto propr­io il genere forse più ostico che esista e l’hanno adattato al gusto di oggi, senza snaturarlo. E allora forse anche quello “sq­uisitamente anacroni­stico” iniziale andr­ebbe rivisto, perché il Caravan Trio è un gruppo ben inserito nel pano­rama musicale attual­e, con cui condivide l’estrema cura del dettaglio. Ma le radi­ci sono nel gipsy, con cui condivide inv­ece il gusto.
Il fiore all’occhie­llo potremmo individ­uarlo nella splendida voce di Yendry Fio­rentino. Ma faremmo un torto al violino di Anais Drago, fuo­riclasse che dà forma ai brani. O alle chitarre di Vittorio Ostorero, Lorenzo Panero e Oliver Crin­i, che forniscono il tappeto sonoro su cui poggiano violino e voce e “duell­ano” tra loro. O inf­ine al contrabbasso di Federico Tosi, che si crea un varco tra la fi­tta rete di suoni che è chiamato ad amal­gamare.
In un complesso sonoro di “primedo­nne”, è difficile individuare la carta vincente. Vincono le individualità,  unite e sintetizzate in questo bel di­sco.

Il gruppo sarà impegnato il 19 e 20 novembre al Quecumbar di Londra, per la presentazione live del disco.

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Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe ’93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all’Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia. Mi trovate anche su D.Repubblica.it, Amica.it, La Nuova Venezia, il Mattino di Padova e la Tribuna di Treviso.