Bruce Springsteen: la sua “Freedom Cadence” per i reduci di guerra al cinema, in attesa dell’album da solista…

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S’intitola “Freedom Cadence” il nuovo brano di Bruce Springsteen scritto per la colonna sonora del film Thank you for your service. Il film, diretto da Jason Hall (già sceneggiatore di American Sniper e qui al debutto come regista) è tratto dall’omonimo libro di  David Finkel (giornalista del Washington Post) e racconta la storia, vera, del sergente Adam Schuman, reduce della Guerra in Iraq. Il pezzo, scritto da Springsteen appositamente per il film, accompagna i titoli di coda e vede lo stesso autore impegnato alla chitarra e all’harmonium (l’organo a doppia tastiera e mantici nda). Come già era accaduto a metà degli anni ’90 quando Bruce scrisse in rapida sequenza “Streets of Philadelphia” (nel 1994,  che gli valse  l’Oscar per il film di Johnatan Demme Philadelphia con Tom Hanks e Denzel Washington), Dead man Walking” (nel ’95 per l’omonimo film di Tim Robbins con Sean Penn e Susan Sarandon che gli portò la seconda nomination all’Oscar), “Missing” (brano che accompagnava i titoli di coda di Tre giorni per la verità*, sempre 1995, con Jack Nicholson diretto da Sean Penn) e “Sad Eyes” – scritta nel 1990 – venne inserita nella colonna sonora di Jerry Maguire (uscito nel ’96 con Tom Cruise e René Zellweger per la regia di Cameron Crowe), Springsteen torna a comporre per il cinema.

Haley Bennett (nel film Saskia la moglie Schuman) e Miles Teller (Adam Schuman)

Che Bruce abbia sempre avuto una certa propensione per il cinema, anche nel modo di comporre canzoni, è cosa più che nota, così come è altrettanto noto che fin dagli inizi della sua carriera si sia schierato con i più deboli, con i meno fortunati, con gli anti-eroi, che poi nelle sue canzoni diventano a loro volta eroi. E dunque l’impegno di Springsteen al fianco dei reduci di guerra è costante nel tempo: da “Born in the U.S.A” a “The Wall” sono tante le canzoni che parlano dei veterani, di gente che ha dato la vita per il proprio paese, o che ha perso la ragione, le gambe oppure le braccia. E’ una delle costanti nell’opera di Bruce Springsteen, così come lo è la sua partecipazione alle manifestazioni in cui si raccolgono fondi per i reduci di guerra. Non stupisce affatto, quindi, che il suo nuovo brano “Freedom Cadence” sia stato composto appositamente per la colonna sonora di Thank You For Your Service, film che ancora una volta affronta il tema drammatico – e purtroppo sempre attuale – di chi ritorna a casa dalla guerra.

Nel film di Finkel si parla del conflitto in Iraq del 2007 (la Seconda Guerra del Golfo per intenderci) e in particolare della sindrome post-traumatica da stress che affligge il protagonista di questa vicenda (Adam Schuman) e con lui decine di migliaia di reduci. La cosiddetta PTSD (Post Traumatic Stress Disorder) è un grave disturbo psicologico che colpisce chi vive o è testimone di violenze ed eventi sconvolgenti e rende praticamente impossibile il ritorno ad una vita normale, fatta di quotidianità e di regolarità.  E’ un malessere che affligge milioni di soldati in tutto il mondo, indifferentemente dalla guerra che si combatte. La canzone di Springsteen è candenzata su una marcia militare, la marcia per la libertà appunto, sulla quale Bruce ha costruito un testo che affonda le radici nel brano tradizionale attribuito a Roger L. Southard, riadattandolo con il suo linguaggio. Il brano uscirà venerdi 3 novembre, insieme all’intera colonna sonora in cui figurano anche T Bone Burnette (“Sweet Lullaby”), George Thorogood (“Delaware Slide”), gli Outkast (“Mutron Angel”), Britney Spears (“Oops!… I did it again”), Haddaway (“What is Love”), Mazzy Star (“Fade Into You”). Il film, invece, negli USA è uscito il 27 ottobre, in Italia dovrebbe arrivare – forse – a Natale. A vestire i panni del protagonista è Miles Teller, accanto a lui Haley Bennett, Joe Cole, Amy Schumer, Beulah Koale.

Nel frattempo Bruce continua a ad esibirsi a Broadway (andrà avanti fino al 3 febbraio e non è detto che le repliche non vadano avanti) e a lavorare sul suo nuovo album da solo, ma questo è un altro discorso di cui parleremo tra qualche giorno… Stay tuned!

  • in originale The Crossing Guard

 

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Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss.
Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s’intitola “Autostop Generation” (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.