Il primo singolo di Cremonini ci spiega perché sarà un grande disco

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Cremonini

Faccio una pausa, sì. Questo per me vuol dire: mi prendo un po’ di tempo per scrivere un disco. Mi prendo una pausa di scrittura, non vado in vacanza. Ho un’aspettativa su me stesso molto alta e non mi piace essere il tirabuoi di un progetto discografico. Voglio che ci sia la possibilità di fare un disco che sia il migliore che abbia mai fatto. E questa ambizione necessita di tempo.

Queste parole ce le ha dette Cesare Cremonini in una sera di novembre di due anni fa, poco prima che iniziasse uno dei suoi concerti del Più Che Logico Tour. Se c’è una cosa che ho imparato di lui, è che parla piano, scandisce bene le parole e spesso ci impiega del tempo per dirtele, perché le pesa col bilancino. È razionale e non gli piace parlare tanto per dare aria alla bocca. In questo micro-passaggio dell’intervista Cremonini dice tre cose molto importanti: 1) che ha un’aspettativa molto alta di se stesso; 2)che non vuole fare il tirabuoi di un progetto discografico; 3) che vuole prendersi del tempo per fare il disco migliore della vita.

Da questi tre punti partiamo per capire perché ha scritto una canzone come Poetica, perché ha scelto questa come primo singolo e cosa ci ha voluto far arrivare.

Ho un’aspettativa molto alta di me stesso 

Per avere aspettative alte da se stessi, bisogna seminare e costruirsi una propria struttura. L’epica della carriera di Cesare dice che ha fatto dei passi da gigante dai Lunapop a oggi e ci dice che li ha fatti piano. È epico perché crescere piano piano significa crescere bene e aggiungere sempre qualcosa a ciò che c’era prima. Con Logico aveva superato lo step di crescita, portandoci davanti al vero punto clou: si supererà ancora? Troverà soluzioni alternative per evitare di tornare indietro? Insomma, al livello di aspettativa alta ci siamo arrivati con tutte e due le scarpe e non vediamo un solo motivo per cui Cesare non debba pretendere belle cose da se stesso.
Per non divagare: cosa c’entra l’aspettativa con questo nuovo disco? C’entra. Ci permettiamo il lusso e la presunzione di dire che Cremonini, anni fa, non si sarebbe mai sognato di lanciare questo pezzo come primo singolo di un disco. Ce lo dice la sua storia che ha come ultimi primi singoli Il Comico, Logico e se vogliamo anche Buon Viaggio: tutti colossi della sua discografica, ma soprattutto bombe dal punto di vista radiofonico. Poetica è tutto il contrario di quei singoli: ha bisogno di tempo, dura cinque minuti (che per le radio sono tantissimi), è lenta e non segue nessun cliché. Per fortuna. Questo significa solo una cosa, che ipotizziamo con la solita presunzione di voler sapere: Cremonini sta credendo in se stesso molto più di quanto abbia fatto in passato.

Non voglio essere il tirabuoi di un progetto discografico 

Il punto uno confluisce nel punto due: Cremonini non sta qui ad accontentare nessuno e se questa canzone non si adegua agli specchietti fatti a tavolino da chi vuole fare le hit, a lui non interessa. Ha raggiunto e consolidato una fiducia tale nel suo pubblico che adesso può e deve pretendere che siano gli altri a venirgli incontro e capire cosa ci sta dietro una canzone. E dietro a questa canzone ci sta un pezzo che inizia pianoforti e archi, che dal minuto 1.56 a 2.11 (giusto per spulciare come se fosse un’analisi del testo) ci mette un intermezzo che suona vivo come un assolo dei Pink Floyd e che soprattutto ci regala tutta la capacità artistica di Cremonini di essere artigiano della musica e curarla giorno dopo giorno con lavoro fisico, manuale. Si è sporcato le mani e si percepisce quando un artista inzuppa le mani nel suo lavoro e lo fa suo.

Voglio fare il disco più bello della mia vita

Okay, adesso non possiamo sbilanciarci troppo perché abbiamo ascoltato un solo pezzo. Ma dopo un’apertura coraggiosa come questa, che abbandona l’elettronica e fa posto a questo arrangiamento così potente, così elegante, così ondoso nel suo movimento, noi ci aspettiamo davvero il disco più bello. Perché il piede con cui è partito è quello giusto. E, caro Cesare, sappi di non essere l’unico a nutrire grosse aspettative per te. Ci sono degli stadi che stanno per confermartelo.

Vi lasciamo una postilla con i titoli dei brani del nuovo disco (che durerà 50 minuti, 8 in più di Logico) in uscita il 24 novembre e vi ricordiamo che da oggi sono disponibili su LiveNation e Ticketone i biglietti per il tour negli stadi di Cremonini.

  1. Possibili scenari
  2. Kashmir-Kashmir
  3. Poetica
  4. Un uomo nuovo
  5. Nessuno vuole essere Robin
  6. Silent Hill
  7. Il cielo era sereno
  8. La Isla
  9. Al tuo matrimonio
  10. La macchina del tempo
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Ho 18 anni e ospiti della mia play-list sono perlopiù Bob Dylan, De Gregori, i Pink Floyd e tanti altri artisti che mi convincono di essere nato nell’anno sbagliato. Amante di (quasi) tutti i generi possibili, scrivo anche di sport. In due libri a trenta mani ho pubblicato Che Storia la Bari e La Bari siete voi, giusto per render chiara la passione per il biancorosso. Sogni nel cassetto: viver di romanzi e stappare una bottiglia di GreyGoose sui colli bolognesi con Cesare Cremonini.