Cinemascope

Greta (avvocato) e Marlon (ex partigiano) avventura numero 3. Nella Milano del 1963

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Cinemascope
di Arosio&Maimone
Tea

Chi ha ucciso JFK? La notizia la dà in bianco e nero al telegiornale Ruggero Orlando e se ne discute al Bar Jamaica in Brera. Ipotesi di complotto: i pazzi, i russi, i marziani. Un capitolo dopo siamo in un ristorante in Fiori Chiari, storica zona di case chiuse milanesi, diventato di moda dopo che ci ha mangiato un ex pilota di Formula 1 (per la Ferrari, ovvio). E via così. Greta e Marlon avventura tre: dopo Vertigine (2013) e Non mi dire chi sei (2016) stavolta è Cinemascope (titolo sempre più cinematografico): un industriale dei frigoriferi è stato trovato appeso (gioco erotico andato male? suicidio? omicidio?): l’avvocatessa anoressica e rossa Greta (Morandi) e il suo fido partner di indagini ex partigiano e pugilatore Marlon (Mario Longoni…) indagano.
La formula del duo Arosio (Erica, giornalista) & Maimone (Giorgio, giornalista) -ormai con la & industriale come Fruttero & Lucentini- è la consueta: si prende un periodo, si evidenziano gli eventi chiave, si percorrono i luoghi canonici della città durante l’indagine. Sono gialli postmoderni, dove l’inchiesta interessa, sì, ma il nodo è nel continuo aggirarsi tra luoghi, cose e persone della città. Vertigine era ambientato nel ’58, Non mi dire chi sei nel ’61, Cinemascope parte con l’eco della morte di Kennedy: è il 1963. Trasformazioni politiche, effetti del consumismo, dolce vita di importazione e microstorie milanesi intrecciate alla grande Storia. I capitoli, come di consueto, sono titoli di film noir classici. Arosio&Maimone sono topi di emeroteca: tutto quello che è passato su un quotidiano o un rotocalco dell’epoca finisce nelle loro trame: usi, costumi, modi di dire dialettali, proverbi, curiosità, pubblicità, menù di ristoranti, film, romanzi, poesie, pettegolezzi e leggende, nomi famosi e portinaie sconosciute. Il lettore affezionato alla fine del progetto (già pronta la prossima indagine) avrà per le mani una “cronica” per romanzi (e una piantina con percorso guidato) di Milano nell’Italia dal dopoguerra in qua.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori