Come è andata la prima esibizione dal vivo di Liberato

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Liberato

Poco prima che Liberato si esibisse al Club to Club di Torino una delle curiosità principali del pubblico era sapere chi fosse, che faccia avesse e perché si è tenuto nascosto tutto questo tempo. È un po’ la curiosità di tutti capire cosa si cela dietro l’anonimato, in fondo, ed è innegabile che tutti i 7.000 spettatori accorsi al festival speravano di avere delle risposte e di darle al mondo, vista la massiccia presenza di telefoni intenti a riprenderlo appena la prima nota è volata nell’area del Padiglione 1 del Lingotto Fiere.
Liberato ha cantato, ma era incappucciato e col volto coperto, dunque la gente non ha avuto le risposte che cercava, ma ne ha avute altre: Liberato è uno che sa fare cose fighe. Sì, già lo sapevamo, certo. Altrimenti non saremmo venuti qui a vederlo. Ma Liberato sa fare cose belle anche dal vivo: bei giochi di luce, una bella voce e un sound che è riuscito a dare internazionalità al neo-melodico.
Questa è un’operazione splendida, perché riuscire a dare internazionalità e forza a un dialetto è quanto di più potente si possa fare. È ciò che in un certo senso ha fatto Gomorra e forse questo piccolo legame è il motivo per cui si diceva che avremmo visto il volto di Liberato nella terza stagione della serie per la prima volta. Non lo sappiamo e dopo stasera forse neanche ci interessa più vederlo in faccia Liberato, perché non è del suo volto che abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno della sua musica, però, perché è l’unico per ora che sta guardando verso una direzione nuova, fresca e divertente da ascoltare.

Nun me pienz'

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Divagazioni a parte, alla fine Liberato ha fatto il suo show con le armi che aveva a disposizione, e cioè con le sole tre canzoni pubblicate più un inedito che ci ha fatto sentire per la prima volta ieri sera. Il tutto è durato meno di cinquanta minuti che ci hanno fatto augurare che Liberato si adoperi presto per fare un album, iniziare un tour e se proprio non vuole farsi vedere, continui almeno a farsi ascoltare.

P.S. Se proprio dobbiamo citare Gomorra, ci auguriamo che una sua canzone finisca nella colonna sonora della terza stagione. Noi intanto vi lasciamo con il modo in cui si è presentato Liberato al Festival.

Sabato 4 novembre – Club to club

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Ho 18 anni e ospiti della mia play-list sono perlopiù Bob Dylan, De Gregori, i Pink Floyd e tanti altri artisti che mi convincono di essere nato nell’anno sbagliato. Amante di (quasi) tutti i generi possibili, scrivo anche di sport. In due libri a trenta mani ho pubblicato Che Storia la Bari e La Bari siete voi, giusto per render chiara la passione per il biancorosso. Sogni nel cassetto: viver di romanzi e stappare una bottiglia di GreyGoose sui colli bolognesi con Cesare Cremonini.