Omaggio a Ken Loach, il ribelle

Da lunedì 6 a domenica 12 novembre allo Spazio Oberdan e al MIC 18 film e un seminario sulla tematica del lavoro

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Da lunedì 6 a domenica 12 novembre nel corso del Festival Piccolo Grande Cinema presso le sale Cinema Spazio Oberdan e MIC – Museo Interattivo del Cinema una retrospettiva di diciotto film dedicati al maestro Ken Loach e un seminario sull’intera cinematografia del regista a cura di LongTake previsto per martedì 7 novembre alle ore 19 allo Spazio Oberdan. Tema il lavoro

Ha resistito alle lusinghe di Hollywood Ken Loach perché il suo mondo è la Gran Bretagna, quella degli umili e dei diseredati che lui ha raccontato attraverso tante storie di rabbia e disperazione proletaria o sottoproletaria. Nato il 17 giugno 1936 a Nuneaton in Inghilterra, si laurea a Oxford e nel 1963 entra alla BBC. Sono gli anni della disintegrazione sociale nella Swingin London, messa in evidenza dal suo primo film Poor Cow del 1967 (lunedì 6 novembre ore 19 Oberdan), interpretato da Terence Stamp nel ruolo di un giovane barista nello squallore della periferia londinese. Del ’72 è Family Life (lunedì 6 ore 19,15 MIC), uno studio sulla famiglia come causa della pazzia e disadattamento sociale basato sulle teorie antipsichiatriche di Ronald Laing. Nella seconda metà degli anni Ottanta realizza la sua trilogia proletaria costituita da Riff Raff (8 novembre ore 19 Oberdan), Piovono pietre (domenica 5 ore 19 MIC), Ladybird Ladybird (lunedì 6 ore 15 MIC, film di grande successo anche all’estero. Nel ’90 con Hidden Agenda (giovedì 9 ore 19 Oberdan) premiato a Cannes, affronta la questione irlandese e ancora con coraggio nel ’95 firma Terra e libertà (martedì 7 ore 19,15 Oberdan), storia di un giovane di Liverpool che nel 1936 arriva in Spagna per combattere sul fronte d’Aragona con le milizie internazionaliste contro Franco, ma diventa testimone degli scontri fratricidi tra gli anarchici e i comunisti. Nel ’96 con La canzone di Carla (sabato 11 ore 17 MIC) affronta un altro argomento, la tragedia del Nicaragua dilaniato dalla guerra civile, mentre due anni dopo commuove il pubblico con My name is Joe (domenica 12 ore 17 MIC), protagonista un ex alcolista con sussidio per disoccupazione che cerca di salvare i ragazzi problematici di una squadretta di calcio da lui allenata. Nel 2000 il regista è a Los Angeles per realizzare Bread and roses (domenica 12 ore 19), la lotta dei lavoratori di un’impresa di pulizie senza garanzie né diritti e nel 2002 gira Sweet Sixteen (lunedì 6 ore 17 Oberdan), storia del quindicenne Liam che per sopravvivere spaccia cocaina e sigarette sperando in un futuro migliore. Nel 2004 tocca a Un bacio appassionato (martedì 7 ore 15 MIC), un giovane pakistano di Glasgow destinato a sposare una sua cugina, ma innamorato dell’insegnante di musica di sua sorella e nel 2006 firma Il vento che accarezza l’erba (mercoledì 8 ore 19,15 MIC), ambientato nella rivolta irlandese contro l’esercito inglese nel 1920. Seguono nel 2009  Il mio amico Eric (martedì 7 ore 16,30), vita disordinata di un uomo aiutato dall’immagine del calciatore Eric Cantona e l’anno dopo L’ altra verità del 2010 (l’8 ore 15 MIC, la morte sospetta di Frankie, un inglese ingaggiato da una compagnia militare privata a Bagdad. Infine nel 2016 con Io, Daniele Blake (domenica 12 ore 21) Ken Loach denuncia le incongruenze burocratiche del welfare britannico.

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.