The Rocky Horror Show for dummies

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Rocky Horror Show

Fino all’altra sera sono stata parte della categoria dummies in materia Rocky Horror Show, sapevo vagamente cosa fosse, me l’avevano raccontato: “Il pubblico partecipa allo spettacolo, ballano, parlano, alcuni sanno tutto a memoria, rispondono alle battute. È bellissimo“,  avevo in mente qualcosa di esteticamente bello con costumi colorati e scenografie imponenti, uno show accattivante alla vista, divertente e leggero, ma non avevo assolutamente idea di cosa il Rocky Horror Show potesse veramente essere. Alla fine poi l’ho capito, lasciando il teatro divertita e incantata.

Usiamo prima i coriandoli corti o lunghi?” esclama una mamma di fronte a me. “Cappellino, carta da gioco, giornale, una pistola ad acqua e carta igienica” elenca la mia vicina di posto al compagno seduto di fianco, sta esplorando cosa c’è all’interno della fanbag acquistata all’ingresso, con tanto di istruzioni sotto mano per utilizzare correttamente gli oggetti durante lo show. Ancora inconsapevole su cosa mi avrebbe aspettata di lì a poco ma con la prima certezza: la prima regola per assistere al Rocky Horror è non  presentarsi a teatro a mani vuote.

Finalmente le luci si abbassano. Un boato accoglie l’attrice che canta la sigla del Rocky Horror, mi gaso per tre secondi netti finché il mio vicino di posto non inizia a cantare con coinvolgimento, mi tappo l’orecchio destro nella speranza di focalizzare la mia attenzione sulla protagonista ed è proprio in quel momento che percepisco la voce della persona che mi sta a sinistra. Mi rassegno e inizio a percepire il tenore della serata. Quindi se pensate di assistere allo spettacolo senza scomporvi e/o partecipare, domandatevi se non abbiate sbagliato indirizzo per la serata. 

Poi d’improvviso arriva Claudio Bisio, in smoking, con in mano un quaderno di pelle: è il narratore della storia (per ogni tappa europea la produzione internazionale ha deciso di far interpretare il ruolo di narratore a una guest-star d’eccezione che reciterà nella propria lingua, ndr). Bisio anima la serata con la sua verve comica, andando spesso a braccio e incalzando i botta e risposta con il pubblico. «Siamo all’ottava replica, ho capito tutto. Qui a Milano il pubblico si divide tra chi sa tutto e chi non conosce un ca***», è proprio così tra gli spettatori dell’Arcimboldi di Milano. Ma comunque anche se non conoscete nulla dello spettacolo, sentitevi ugualmente liberi di rispondere come meglio credete alle affermazioni del narratore.

Uno spettacolo colorato dal risultato travolgente. The Rocky Horror Show trasporta in una nuova, esilarante, dimensione. Ridisegna i confini della realtà e oltrepassa con semplicità i limiti di costume della società d’oggi. Uno spettacolo burlesque, glam rock, fantascientifico, fatto di contrapposizioni stridenti, provocazione, ambiguità e voyerismo.

The Rocky Horror Show – La trama

La trama del Rocky Horror è surreale e spudorata, per gli anni in cui è stata scritta e portata in scena (1973):

Brad Majors rivela il suo amore a Janet Weiss, i due neo fidanzati decidono di raccontarlo al loro vecchio professore di scienze Everett Scott. Durante il viaggio in macchina alla volta del dott. Scott i due si perdono, sulla strada del ritorno una ruota bucata li costringe a cercare aiuto. Sotto la pioggia battente incappano in un inquietante castello, ad accoglierli è Riff Raff che li introduce al ritrovo annuale dei Transylvani. Il padrone di casa Frank N. Furter è un eccentrico scienziato dall’orientamento pansessuale e proveniente dal pianeta Transexual. Proprio quella notte Frank N. Furter presenterà agli invitati la sua nuova creatura: Rocky Horror. La storia prende vita all’interno del castello, giocando in modo divertito con omosessualità e lesbismo, Janet e Brad nella notte verranno iniziati al sesso da Frank N. Furter ma sarà Riff Raff ad avere la parola finale sul destino dei protagonisti.

Il Rocky Horror torna in Italia in lingua originale, con una produzione che lo stesso Richard O’ Brien ha voluto sovraintendere. La colonna sonora è animata da una band live che accompagna gli attori, il cast interamente inglese canta con voci potenti e incantevoli (questi sì che son cantanti, caro X Factor) e porta in scena quello che è stato definito  “la madre di tutti i musical”, ispirato per questa versione alle prime messe in scena. Sesso, trasgressione, provocazioni senza inibizione in uno show sulla cresta dell’onda da quarantaquattro anni. Il Rocky Horror da martedì sarà in scena al Nelson Mandela Forum di Firenze (qui i biglietti), dove rimarrà fino a sabato 11 novembre.

E non dimenticatevi di ballere il Time Warp!

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Vent’anni e un corso di studi a Milano. Soffro di Londonite da quando ho passato tre mesi nella capitale britannica e poi ho dovuto lasciarla. Una volta ho incontrato Paul McCartney, ma non l’ho riconosciuto.