Mistero a Crooked House. È un problema

Agatha Christie lo considerava il suo capolavoro. Prima volta sullo schermo

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Mistero a Crooked House
di Gilles Paquet-Brenner
con Glenn Close, Terence Stamp, Max Irons, Gillian Anderson, Christina Hendricks
Voto: non sembra Agatha Christie

È un problema. È un problema è il titolo italiano del romanzo di Agatha Christie Crooked House. È un problema anche il film. Fine anni Quaranta. Il detective Hayward, chiamato dalla sua ex fidanzata, si installa in una grande magione inglese per indagare sulla morte per avvelenamento del ricco parvenu greco Leonides, la cui eredità potrebbe andare all’ultima moglie giovane con grande scorno degli abitanti di Crooked House. Che sono, oltre alla nipote (la ex del detective) e alla giovane moglie, che forse è fedifraga, un figlio fallito come affarista, la di lui moglie scienziata, un altro figlio arrabbiato, la di lui moglie attrice depressa, una cognata dall’umorismo cinico, un ragazzino triste e acido, il suo istitutore e una bambina con l’ossessione delle indagini. A parte che il detective sembra un inglese che finga di essere un “occhio privato” americano (ma il libro non l’abbiamo letto) il resto è un meccanismo alla Agatha Christie con tanta gente con tanti segreti troppo interessata al denato del morto. Qualcosa però non va: il regista sembra più interessato all’arredamento che al meccanismo dell’indagine.

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori