Nina Zilli: “Suonare nei club mi dà energia. E l’anno prossimo tour europeo”

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Dopo l’uscita dell’album Modern art (qui la nostra recensione), Nina Zilli è al momento impegnata in un lungo tour nei club per presentare dal vivo il suo nuovo lavoro.
Noi l’abbiamo incontrata e abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lei sull’album e i suoi brani più rappresentativi, e non solo.

In un’altra intervista hai detto che Frasi & fumo non era stato molto passato in radio per la “non radiofonicità” dei pezzi e che, nonostante durante la lavorazione di un disco cerchi di non pensare a questo aspetto, comunque devi farci i conti. Pensi che Modern art sia un compromesso tra ciò che volevi fare e ciò che “bisogna fare”?
Forse le canzoni di questo album sono più radiofoniche, ma dipende anche dal paese in cui ci troviamo e da cosa intendiamo per radiofonico, perchè se andiamo negli Stati Uniti passa alla radio un pezzo voce e chitarra con Rihanna e Paul McCartney, quindi dipende anche un po’ da quello che viene considerato radiofonico in quel momento.
Considerando anche questi fattori è impossibile pensare di fare un disco radiofonico, perchè magari oggi lo è e domani non lo è più. In più credo che con tutta la segmentazione che offre il mercato di oggi, la musica in streaming, i servizi come Spotify e Vevo, ci siano molti più modi di veicolare la propria musica, anche se il mio preferito rimane sicuramente suonare dal vivo, che per me è il modo migliore di tutti.

Dopo la bellissima produzione di Mauro Pagani per Frasi & fumo hai deciso di affidarti a Michele Canova, che aveva già prodotto L’amore è femmina. Come mai questa scelta?
Io sono una cantautrice, il primo disco l’ho prodotto da sola, e ho scritto anche gli arrangiamenti per tutti i miei quattro dischi, e ogni album ha un suono ben preciso: di solito dopo la scrittura mi chiudo nella mia cameretta e decido di mettere dei vestiti a queste canzoni, quindi a seconda della linea che prende il suono e dell’idea che ho in testa, ci sono delle persone perfette per ogni disco. Il primo ad esempio l’ho fatto con Carlo U. Rossi, mentre quando lavori con Mauro Pagani non può che uscire un disco come Frasi & fumo, perchè ovviamente sei in uno degli studi più belli del mondo, hai il Maestro Mauro Pagani al tuo fianco e ci si diverte a scrivere archi, a suonare contrabbassi.
Quando ho scritto questo album sentivo anche la necessità di staccare dal punto di vista sonoro: è una cosa che ho sempre fatto perchè fare sempre le stesse cose annoia me per prima, e quindi non vorrei neanche annoiare gli altri, dato che di costante già c’è la mia voce e il mio tipo di scrittura. Credo che Michele abbia fatto con questo disco davvero un ottimo lavoro, nel senso che l’ha preso e ha messo a fuoco quello che io ho pensato e preparato nella mia cameretta.

Hai citato Carlo Ubaldo Rossi, che aveva prodotto il tuo primo album Sempre lontano, ed in questo disco c’è una canzone dedicata a lui, ovvero Il punto in cui tornare.
E’ un pezzo da dedicare a quelle persone che lasciano una mancanza incolmabile, perchè se ne sono andate non metaforicamente ma per sempre. Quando l’ho scritta insieme ad Alessandra Flora e Piero Romitelli io non sapevo cosa stavo scrivendo e per chi, perchè di solito le parole escono un po’ da sole. Poi alla fine, quando hai il quadro completo, capisci che la musica è il tuo strizzacervelli preferito e assolutamente questa canzone è per lui e per tutte le persone che se ne vanno ma lasciano il segno nella nostra vita.

Un’altra canzone dell’album di cui vorrei parlare è Come un miracolo, secondo me il miglior pezzo del disco: un blues che intreccia la tua voce a degli assoli di chitarra e che alla fine si apre verso il gospel. Com’è nato?
Dopo la strage del Bataclàn ero davanti alla televisione che trasmetteva le news, e quando ho visto di questo ennesimo attacco, di questo ennesimo tentativo di spaventarci, è nata questa canzone.
Quello che vogliono è farci avere paura un po’ di tutti: da quelli che migrano, che ci vengono dipinti come se fossero capaci di chissà quali cose, mentre invece scappano perchè rischiano la vita, fino a voler arrivare addirittura a farci avere paura di andare in un luogo musicale, cosa che dovrebbe essere una festa, un incontro. Quindi questa canzone nasce proprio come stimolo contro la paura, perchè la paura possa diventare coraggio, perchè io non ho paura e non me la farà venire nessuno.
Per me questo brano è molto importante, infatti ho deciso di chiuderci il disco, come un canto di speranza per il futuro, perchè credo tantissimo negli esseri umani, ma quelli normali come noi, non quelli che governano il mondo, nascosti dietro finti valori di libertà e democrazia, ma che in realtà fanno solamente i propri interessi.

Il tour nei club è cominciato da poco e durerà ancora un mese. Come sta andando?
Sta andando benissimo. Sono voluta ripartire dai club proprio perchè questo disco ha delle sonorità secondo me “da club”, ma anche perchè a livello di contenuti nell’album parlo di amore e di condivisione, ma più che di coppia intendo l’amore universale, perchè sento che in questo momento storico è proprio quello che ci manca: condividiamo anche quello che mangiamo sui social, siamo sempre connessi, sempre attaccati a questi Wi-Fi maledetti e poi magari ci dimentichiamo di darci un abbraccio, di condividere la vita vera con gli altri esseri umani, dell’empatia, e di tantissime altre cose.
Nei club se c’è qualcosa che non manca è l’energia, la vicinanza e la condivisione massima, quindi sono molto soddisfatta di come sta andando e non vedo l’ora di continuare e di concludere questa prima tranche di concerti.

Nel 2018, finito il tour, tornerai di nuovo in tv e alla radio?
Nel 2018 tenterò di fare tutto quello che riuscirò a fare, appena avrò tempo, quindi riaprirò il discorso televisivo e quello della radio, perchè per me è un gran divertimento.
Sarò in tour comunque anche il prossimo anno, perchè questo nei club è solo un primo assaggio, quindi faremo anche diverse location e ci dovrebbe anche essere un tour europeo.

Queste le prossime date del tour:
11 novembre – Fontaneto D’Agogna (NO), Phenomenon
17 novembre – Nonantola (MO), Vox
18 novembre – Brescia, Latte+
24 novembre – Napoli, Casa della Musica
25 novembre – Maglie (LE), Industrie musicali
26 novembre – Modugno (BA), Demodè
30 novembre – Messina, Teatro Vittorio Emanuele
2 dicembre – Catania, Vecchia dogana
3 dicembre – Cosenza, Teatro Rendano

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Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): “Senza musica la vita sarebbe un errore”.