9 novembre 1961. Quando Brian Epstein conobbe i Beatles

55
0

Sono tante le date clou nella carriera dei Beatles: dal 6 luglio 1957, giorno dell’incontro tra John Lennon e Paul McCartney, al 5 ottobre 1962 quando uscì Love me do. C’è una data di cui si parla poco ma che ha influenzato la carriera dei 4 ragazzi di Liverpool tanto quanto le precendenti, ed è il 9 novembre 1961, quando Brian Epstein vide, per la prima volta, i Beatles.

Epstein era il figlio del fondatore di NEMS, un negozio di elettrodomestici dentro il quale Brian si era ritagliato un angolo dedicato alla musica ed ai dischi. Il suo motto era che tutti i clienti del negozio avrebbero dovuto trovare sempre il disco che stavano cercando. Per questo motivo, quando il sabato precedente Raymond Jones chiese a Brian il 45 giri di My Bonnie, inciso dai Beatles durante gli Hamburg Days, la sua curiosità verso questa band di cui non aveva il disco (la prima volta nella sua carriera) crebbe a dismisura. E fu così il 9 novembre del 1961, organizzò, assieme alla sua assistente Alistair Taylor, di andare a vedere questi ragazzi, di cui tanto si parlava per le strade di Liverpool, allo spettacolo di mezzogiorno del Cavern Club.

Nella sua autobiografia, Una cantina piena di rumore, Brian Epstein descrisse così il primo impatto con la band «Sono stato immediatamente affascinato dalla loro musica, dal loro sound e dal loro senso dell’umorismo sul palco». Bob Wooler, che all’epoca era il resident DJ del Cavern e che introdusse Brian al locale disse che «era incantato da loro. Gli piaceva come si comportavano, gli sembrarono dei veri animali da palcoscenico. Erano sconvolti, non pettinavano i capelli e, soprattutto, erano fisicamente attraenti».

Dopo lo show Epstein disse semplicemente «Ok, vado ad incontrare i Beatles» ed andò nel loro camerino che più che un luogo in cui prepararsi in vista di un concerto ricordava uno sgabuzzino. Tutti e quattro sapevano chi fosse il loro ospite, perché erano assidui frequentatori del NEMS e George Harrison, un po’ per rompere il ghiaccio, un po’ perchè faceva parte del suo humor, lo accolse chiedendo «Cosa porta Mister Epstein qui da noi?».

Da quel giorno Brian vide moltissimi show dei Beatles, facendo crescere in lui la consapevolezza del potenziale della band, ed il 10 dicembre dello stesso anno si offrì di diventare loro manager. E, per usare le sue parole «E’ stato lì che, in realtà, tutto è iniziato».

CONDIVIDI

Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l’Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.