Una radio censura l’ultimo brano di Levante perché cita Gesù Cristo

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Levante

A svelarlo è la stessa Levante attraverso il suo profilo Instagram. La cantante siciliana ama condividere con chi la segue le sue giornate e i suoi impegni lavorativi, e un paio di giorni fa ha raccontato che una radio italiana (di cui ha però evitato di fare il nome) ha rifiutato di tramettere il suo ultimo singolo, Gesù Cristo sono io, poiché ritenuto troppo “difficile”, sia per via del titolo che per i contenuti.
Il brano è sicuramente forte e parla, con un linguaggio crudo e diretto, della violenza sulla donne, sia fisica che psicologica. Un tema di cui le cronache dei giornali sono invase, ma che a qualcuno ancora dà fastidio, come fosse una cosa troppo pesante di cui parlare, un tema che è meglio non affrontare in una canzone.
Fermo restando che non ho né motivo né voglia di dubitare della buona fede di Levante, ho deciso di riascoltare più volte il brano e di leggere le polemiche e i commenti che, inevitabilmente, si sono scatenati sul web tra i fan.
La prima cosa che sarebbe opportuno chiarire è che il problema non credo sia la bellezza o meno della canzone o della stima artistica che si può nutrire nei confronti di una cantante. Quello che mi fa pensare è che in un’era ultra moderna, piena di comodità, un’era in cui si continua a parlare di quanto la libertà sia importante, di quanti passi siano stati fatti per l’emancipazione femminile (ammesso che siano stati effettivamente fatti), ancora ci si debba focalizzare sul contenuto di una canzone che non fa altro che descrivere una realtà fin troppo conosciuta, ma di cui magari ci si vergogna almeno un po’.
E se si evita di parlarne, si rischia che diventi la normalità. Poi si apre un altro scenario, forse ancora più vasto: sono davvero queste le cose da censurare? Un titolo che fa chiaro riferimento al mondo cattolico e cristiano, che magari si sente offeso dal parallelo donna / Gesù Cristo senza sforzarsi di andare oltre; e a questo posso essere anche abituata. Ma poi vedo video musicali a dir poco discutibili, programmi che basano il successo sul loro essere trash, e allora lo sconcerto aumenta.

Di casi di censura, nel corso degli anni, ce ne sono stati diversi e molto più “eclatanti” (basti pensare  a Dio è morto brano scritto da Francesco Guccini e cantato dai Nomadi che fu censurato dalla Rai ma mandato in onda dalla Radio Vaticana, e che subì anche una variazione al testo con la conclusione “Dio è risorto”). Ma il fatto che si sollevi una questione del genere alle soglie del 2018, credo sia ai limiti dell’assurdo.

La cosa più sbagliata è pretendere che cantanti, registi, artisti in generale debbano spiegare e giustificare ciò che vorrebbero esprimere attraverso il loro mestiere e che tutto diventi polemica, spostando il focus su questioni meno importanti.

Per chi non conoscesse il brano, di seguito trovate un video tratto da un live di Levante e il testo, in modo tale che ognuno possa farsi un’idea.

Gesù cristo sono io
Tutte le volte che mi hai messo in croce
Tutte le volte che sei la regina
E sulla testa solo tante spine

Gesù cristo sono io
Per le menzogne che ti ho perdonato
E le preghiere fuori dalla porta
Per il mio sacro tempio abbandonato

Confessa che sei il demonio nella testa
Che mi trascina sempre giù
Confessa
Che il paradiso non mi spetta
Che non mi sono genuflessa
Che non mi sono genuflessa
Che, che da te risorgo anch’io

Gesù cristo sono io
Moltiplicando tutta la pazienza
Avrò sfamato te e la tua arroganza
Forse ti ho porto pure l’altra guancia

Gesù cristo sono io
Che di miracoli ne ho fatti tanti
Ti ho preso in braccio e ti ho portato avanti
Ma tu ricordi solo i miei peccati

Confessa che sei il demonio nella testa
Che mi trascina sempre giù
Confessa
Che il paradiso non mi spetta
Che non mi sono genuflessa
Che non mi sono genuflessa
Che, che da te risorgo anch’io

Per tutte le spine del mondo
I chiodi piantati nel cuore
Questo è il mio sangue, questo è il mio corpo
Li porto via, amore

Per tutte le spine del mondo
I chiodi piantati nel cuore
Questo è il mio sangue, questo è il mio corpo
Li porto via, amore

Confessa che sei il demonio nella testa
Che mi trascina sempre giù
Confessa
Che il paradiso non mi spetta
Che non mi sono genuflessa
Che non mi sono genuflessa
Che, che da te risorgo anch’io
Che da te risorgo anch’io
Che da te risorgo anch’io
Che da te risorgo

 

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Nata in Calabria, classe ’86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.