The Square. L’angoscia è un’installazione. E viceversa…

Surreale, ansia e tragicomico in una miscela intelligente e fredda

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The Square
di Ruben Östlund
con Elisabeth Moss, Dominic West, Terry Notary, Linda Anborg, Claes Bang, Christopher Læssø
Voto 7

Il protagonista della storia è il curatore di un museo sempre a caccia di installazioni di arte contemporanea. Quella pronta per il pubblico è The Square, uno spazio in cui tutti devono sostenere tutti quelli che hanno bisogno, un “santuario di fiducia e altruismo”. Mentre si prepara il lancio di questa nobile idea qualcuno ruba portafoglio e cellulare al nostro portavoce che crede di soccorrere una donna in pericolo: lui, una volta identificato dov’è il cellulare, ha la strana idea di portare a tutti gli inquilini del palazzo una lettera in cui dice di avere identificato il ladro, a cui chiede di restituire il maltolto per non avere guai. Iniziano i guai. Qualcuno perseguita il nostro eroe e tutte le azioni che lo coinvolgono, dal lancio su internet di un video tremendo per far parlare della mostra, a una storiella di sesso di una notte, alle visite impreviste delle figlie, a conferenze stampa ai bordi del sadico, a un “evento artistico” in cui l’attore perde il controllo, tutto si colora di una gelida, surreale, comica eppure tragica carica ansiogena. The Square il film forse è il contraltare di “The Square” l’installazione. Attenti: il regista Ostlund è lo stesso che ha descritto la valanga che distrugge l’autostima del protagonista di Forza maggiore, sta tra il cinema surreale di Roy Andersson (Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza) e quello a scavo crudele di Haneke…

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Marco Bacci scrive di cinema, tecnologia e libri. Ogni tanto scrive romanzi. È un ex di molti lavori