Simona Molinari. La rivincita dello swing

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Estate a Forte dei Marmi

Sono le serate conclusive per Il volo del jazz, festival jazz (ovviamente) organizzato nella cittadina friulana di Sacile. Ancora tre gli appuntamenti: il 18 novembre, con il concerto – tributo a Ella Fitzgerald di Simona Molinari, il 25 novembre con il Dave Holland Trio e il 2 dicembre con Spiritual Galaxy. In questa intervista ci siamo fatti raccontare da Simona Molinari qualcosa in più su questo concerto e sui suoi prossimi progetti.

Sono due anni che non ascoltiamo un tuo nuovo disco. Cosa stai facendo in questo periodo?
Sto proprio lavorando al prossimo. Adesso ci saranno le ultime date del tour e poi mi dedicherò anima e corpo al disco. Quindi, dall’anno prossimo, nuova musica inedita.

Casa mia era un album di cover straniere. Se avessi voluto omaggiare un artista italiano, chi avresti scelto?
Probabilmente avrei seguito la strada di Casa mia, pescando dal repertorio italiano degli anni ’30 e ’40, cercando di modernizzare quelle musiche, ma senza prendere un cantante di riferimento. La musica che mi affascina è quella di quegli anni, che credo ci abbia regalato diversi brani ancora attuali, che andrebbero ripresi e rispolverati.

Sei una nostalgica?
Un po’ sì. Mi piace ridare vita alle cose, è divertente.

Ti sei dedicata a un genere piuttosto arduo. Magari il riscontro sarebbe stato maggiore se ti fossi dedicata al pop.
Sì, ma la mia è una specie di battaglia di bandiera. Faccio questo mestiere perché mi piace e non per raggiungere la popolarità. Certo, visto che c’è, ben venga, perché significa che sono apprezzata, e questo è fondamentale per me per continuare su questa strada. Però il mio fine ultimo è la musica: la musica che mi piace fare. Negli ultimi anni, inoltre, c’è un gran fermento nell’ambiente swing: ci sono molte scuole di ballo che stanno facendo dei corsi dedicati alla danza swing. In alcuni Paesi, questo genere è tornato a essere la musica dei giovani, specialmente nelle grandi città. Anni fa sarebbe stato impensabile. Adesso le serate a tema swing pullulano di gente e c’è sempre più offerta. Certo, rimane un mondo parallelo. Però è bello andare a cercare quello che si ama veramente. E credo che anche i giovani andranno a cercare sempre più quello che veramente piace loro e prima o poi scopriranno questa musica un po’ “diversa”.

Un tuo futuro nel pop lo escludi?
Magari più avanti, però prima dovrei trovare la forma di pop che più mi si addice. Quello di ora offre già tantissimo, ci sono molti cantanti: non credo che potrei dare un contributo alla musica italiana in questo senso. Credo di essere più utile nello swing: d’altra parte, quello che faccio ha un grosso seguito e ho la fortuna di fare molti concerti sempre pieni di spettatori. Quindi, finché ci sarà gente vogliosa di ascoltare questa musica, credo che continuerò su questa strada.

Parlando di concerti, perché il tributo a Ella Fitzgerald?
Principalmente per il suo repertorio, ancor più che per la sua vocalità, che trovo ovviamente ineccepibile. Mi sono avvicinata a lei per lo spirito che aveva sul palco: era sempre positiva, piena di gioia. Aveva come tratto distintivo la leggerezza, nonostante una vita difficile. Ma lei non cantava il suo dolore e le frustrazioni da donna nera di quel tempo. Cantava la gioia di aver realizzato un sogno, sulla carta impossibile da realizzare, con la sua voce e con la sua forza.

A dicembre Peter Cincotti sarà in Italia per diverse date. Possiamo aspettarci un duetto?
Sicuramente lo andrò a sentire. Sono sempre stata una sua grande fan, ancor di più dopo averci cantato e suonato insieme, e trovo che il suo ultimo disco sia bellissimo. Non credo di dover aggiungere niente alla sua musica, che è già bellissima così. Certo, se dovesse invitarmi sul palco, sarò ben contenta di accettare. Altrimenti mi limiterò ad ascoltare quello che farà con il piano e la voce.

Tu sei napoletana di nascita, ma aquilana di adozione. L’arrivo del successo per te è conciso più o meno con il terremoto che ha colpito L’Aquila. Immagino sia stato un periodo molto duro. Come sei riuscita ad affrontare due esperienze così agli antipodi, arrivate nello stesso periodo?
Effettivamente è stato il punto più assurdo della mia vita: da una parte c’era Sanremo, e tutto quello che comportava, e dall’altra il dolore per L’Aquila, quindi ciò che riguardava il mio passato. Il 2009 ha segnato un prima e un dopo nella mia vita. Tutto ciò che è arrivato nella mia carriera in quel periodo mi ha aiutato ad andare avanti e, nel mio piccolo, a sentirmi utile per la città. E non tanto per i soldi raccolti in beneficenza: credo che tanti aquilani che mi vogliono bene e che mi sostengono abbiano visto in me la possibilità di realizzare dei sogni. In un periodo in cui i sogni venivano distrutti, era importante avere un riferimento e sapere che qualcuno di molto vicino a loro ce l’aveva fatta. Perché significava che ce la poteva fare chiunque: credendoci, lavorando e impegnandosi. Il crollo della città è stato anche un crollo psicologico. Per me è stato mettere  la parola “fine” (in senso materiale) a tutto ciò che aveva preceduto Sanremo. Rimane tutto nel cuore, nella memoria, negli occhi, perché quei luoghi non ci sono più, ma restano nella mente di tutti gli abruzzesi che conoscono L’Aquila per quello che era.

Prima parlavi del nuovo album: cosa ci dobbiamo aspettare?
Dello swing e dell’elettronica. Il mio obiettivo sarà quello di portare il mio mondo a più persone possibili (e, perché no, alle radio). Ci saranno i pezzi più radiofonici e le canzoni più cantautorali. Sarà quello che ho fatto fino ad ora, ma con una marcia in più e degli arrangiamenti più pieni. Tanta musica, in un momento in cui di musica nelle canzoni ce n’è sempre meno. Sto andando controcorrente: forse è un rischio, però voglio offrire qualcosa di diverso rispetto a quello che c’è già.

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Nata a Venezia, ma vivo a Milano. Classe ’93. Diploma al liceo scientifico-linguistico, ultimo anno di Giurisprudenza all’Università di Padova e un Erasmus in Spagna. Tanti interessi: dalla scrittura alla musica, dai viaggi alla politica. Musicista per diletto e aspirante giornalista. Prime collaborazioni con Max/Gazzetta dello Sport, Radio Base di Mestre, Young.it e NonSoloCinema.com. Giornalista pubblicista, da cinque anni inviata alla Mostra del Cinema di Venezia. Mi trovate anche su D.Repubblica.it, Amica.it, La Nuova Venezia, il Mattino di Padova e la Tribuna di Treviso.

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