Lucio Dalla. Riecco il capolavoro “Come è profondo il mare”, 40 anni dopo

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Lucio Dalla
Come è profondo il mare di Lucio Dalla, che è stato e rimarrà uno degli album fondamentali della canzone italiana, viene rimesso in circolazione a 40 anni dall’uscita. Dal 24 novembre sarà disponibile in due versioni,  un CD rimasterizzato dell’album originale e una versione con un CD bonus contenente sette brani in versione dal vivo, oltre a un libretto illustrato dove si racconta la storia di questo album che ha segnato una svolta per la carriera di Lucio Dalla. Convenuti all’incontro: Michele Mondella come ufficio stampa che ha seguito lungamente l’artista bolognese, Sandro Colombini come produttore dell’album e Ron come partecipante alla registrazione. Registrazione che avvenne a Roma negli studi della Rca, ma completata poi a Carimate presso i prestigiosi Stone Castle Studios utilizzando musicisti dell’area milanese come Paolo Donnarumma al basso e Claudio Bazzari alla chitarra, che suonarono nel brano che dà il titolo all’album. Oltre a ciò è stato presentato in anteprima un filmato che Sky Arte trasmetterà il 22 novembre. Trattasi di un primo documento di una serie denominata «33 giri – Italian Masters»e che prevede nei mercoledì successivi puntate con altri album di artisti come Rino Gaetano, Ivan Graziani, Franco Battiato, Fabrizio De André, Giorgio Gaber e Guccini.
Durante la conferenza stampa e la visione del film sono emersi molti aspetti che hanno caratterizzato la lavorazione dell’album. «Ero stato chiamato da Melis, il patron della Rca – spiega Colombini – credo che Lucio Dalla volesse accanto a sé anche un produttore di esperienza. Dopo quello rimasi con Lucio per altri due album e per la tournée Banana Republic».
Lucio DallaÈ questo il primo disco che Dalla affronta nella sua totalità, dopo la triade discografica con Roberto Roversi. Aveva le idee chiare e nell’affrontare i testi è stato molto attento a quella che era la realtà italiana di quegli anni. Anni carichi di tensione e contestazioni. «Non escludo che nella canzone Il cucciolo Alfredo – ricorda Ron – Dalla abbia pensato alle grandi manifestazioni arrivate anche a Bologna, addirittura con i carri armati. Era una situazione che lo coinvolgeva molto».
Nel film prodotto da Sky, Ricky Portera accompagna con la chitarra le varie canzoni e ricorda come non gli piaceva invece una canzone come Corso Buenos Aires. «Si, perché mi metteva una certa ansia – conferma Portera –  era troppo esuberante per me, una parola attaccata all’altra, mentre io ho bisogno di più lentezza».
In sala di incisione, riascoltando i nastri, Ron e  Maurizio Biancani, l’ingegnere del suono, avvertono tracce sotterranee. «Le mie chitarre – rivela Ron – risentono molto da quello che ascoltavo in quel periodo, soprattutto Harvest di Neil Young».
Sandro Colombini, arrivato dalla Thailandia dove vive da otto anni, ricorda che lui stesso ha suonato un Arp, pur non avendo mai suonato nulla. Questo perché in quel momento tutti gli altri erano impegnati su altri strumenti. «È un disco registrato in diretta – aggiunge Colombini – e credo che questo si avverte come sonorità. Posso rivelare anche che Dalla registrava la voce con inserito il Dolby, poi però realizzava i missaggi togliendolo. In questo modo la sua voce era molto evidente, come se la sentivi a una spanna dall’orecchio».  Altri aneddoti, alcuni li risentiremo nel film di Sky Arte, per esempio su Disperato Erotico Stomp, la prima canzone scritta per questo album, e la ballata Quale allegria, che Mondella rivela di aver saputo dallo stesso autore che fu scritta dopo la morte della madre. 
Lucio Dalla
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Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

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