Cesare Cremonini: «Volevo morire per quest’album. E non mi fermo»

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Cesare Cremonini
Foto di Giovanni Gastel

Due anni fa avevamo lasciato Cesare Cremonini in un tour pazzesco e di certo non ci aspettavamo di rivederlo così presto, dopo aver detto a più riprese che avrebbe fatto una bella pausa per potersi poi dedicare al disco migliore della sua carriera: «Alla fine dello scorso tour – dice in conferenza stampa – ho avuto un attacco di panico per la prima volta nella mia vita, e spero anche l’ultima, probabilmente dovuta allo stress di tutti quegli impegni. Lasciamo perdere, poi, che un amico che era lì con me pensando di darmi lo zucchero, mi ha dato il sale (ride n.d.r), ma questo è un altro discorso». 
E così, con tutta la felicità della sua ragazza, Cesare stava regalandosi un lungo momento di pausa fino a quando non ha incontrato Love & Mercy, un film sulla vita di Brian Wilson: «Io e la mia ragazza eravamo in vacanza e casualmente ci siamo messi a guardare questo film, incentrato sulle sessioni di registrazione di Pet Sounds dei Beach Boys. Lì mi sono suonati dei campanelli e lei, sapendo quanto queste cose mi influenzino, era lì a cercare di smorzare questo entusiasmo. Mi diceva “ma sì, figurati se è vero”, ma io ero già partito oramai. Quando siamo tornati a casa dalla vacanza, le ho detto che sarei andato a controllare se in studio era tutto okay. Ci son rimasto due anni. Questo lavoro è stato così intenso che ho dovuto mettere a repentaglio parecchi reparti della mia vita per l’album e quando mi hanno chiesto se volessi un figlio, io ho risposto che volevo San Siro».
In radio, poi, è andata Poetica, una canzone di cinque minuti lontana dagli standard previsti dalle radio: «Intanto premetto che devo dire grazie a Walter Mameli, il mio produttore, che è stato  bravo a proteggere questo album da me. Non dovevo cadere nell’errore di replicare qualche successo passato, ma dovevo gettarmi su altro. Quanto alle radio, cercano di far passare quest’idea che dietro una canzone debbano esserci degli algoritmi che conoscano i gusti della gente, ma io non la penso così. Io in questo album ho dato potere alla libertà e sono contento che la Universal mi abbia dato carta bianca e che abbiano sentito i pezzi solo a disco finito. Io penso che questo lavoro miri a raggruppare delle canzoni che hanno la voglia di restare nel corso degli anni».
A conferenza finita, anche i nostri microfoni hanno raggiunto  Cremonini, che ha fatto due chiacchiere anche con noi. Ecco il video:

Chiudiamo con una bella fotogallery di Cesare Cremonini  con immagini realizzate da un mito della fotografia, Giovanni Gastel.

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Ho 18 anni e ospiti della mia play-list sono perlopiù Bob Dylan, De Gregori, i Pink Floyd e tanti altri artisti che mi convincono di essere nato nell’anno sbagliato. Amante di (quasi) tutti i generi possibili, scrivo anche di sport. In due libri a trenta mani ho pubblicato Che Storia la Bari e La Bari siete voi, giusto per render chiara la passione per il biancorosso. Sogni nel cassetto: viver di romanzi e stappare una bottiglia di GreyGoose sui colli bolognesi con Cesare Cremonini.

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