Light of day Benefit, i big della East Coast tornano in Italia

Come sempre ‘benedetto’ dall’affezionato amico e abituale supporter Bruce Springsteen, il tour che raccoglie fondi per finanziare la lotta contro il Parkinson arriva nella penisola per l’ottavo anno consecutivo e quattro tappe strategiche. Ben Arnold, Joe D’Urso, Jeffrey Gaines e James Maddock le stelle del rock folk americano, alle quali si aggiungono Vini Lopez (il primo batterista della E Street Band) e Rob Dye. Appuntamenti a Roma (30 novembre, ospiti italiani Graziano Romani, Max Marmiroli e Carlo Massarini), Lugo (1 dicembre, Andy MacFarlane e Massimo Cotto), Trieste (2 dicembre, Frank Get) e Figino Serenza (3 dicembre, Bobo Rondelli)

401
0
Gran finale di un LoD: in prima fila, Springsteen con Bob Benjamin e Joe D'Urso (foto di Daniele Benvenuti)

La East Coast chiama, l’Italia (e l’Europa) rispondono a cuore aperto!

Così, ancora una volta, appena dietro l’angolo, proprio quando le speranze iniziano ad affievolirsi e anche l’ultimo barlume di sopportazione pare venir meno, inizia a splendere… la ‘luce del giorno’.

Folk rock da brivido, sincera solidarietà ed emozioni da grandi eventi quasi sotto casa sono pronte, come sempre, per risvegliare l’entusiasmo di protagonisti e sostenitori. La carovana acustica del Light of day Europe Benefit, infatti, torna dunque in terra tricolore per l’ottavo anno consecutivo e, anche questa volta, si regala quattro tappe in location tanto suggestive quanto ormai rodate. Sia in termini di efficienza organizzativa che di fedele affluenza.

Si parte con la serata di Roma (30 novembre, Caffè Letterario), si prosegue a Lugo (1 dicembre in terra ravennate, Teatro Rossini) e Muggia (2 dicembre a pochi passi da Trieste, Teatro Verdi) e si chiude a Figino Serenza (3 dicembre nel comasco, Teatro Sacro Cuore).

Tipica line up di uno show del Light of day italiano (foto di Daniele Benvenuti)

Prendendo spunto da un brano Eighties di Bruce Springsteen, nonché title track del film eponimo per la regia di Paul Shrader (così ricompensato dal rocker di Freehold per avergli ‘scippato’ l’idea di Born in the Usa…) con Michael J. Fox e Joan Jett in qualità di interpreti, nel giro di poche stagioni soltanto una spontanea iniziativa locale targata Jersey Shore si è invece trasformata progressivamente in un evento di importanza mondiale. Un progetto che, oltre ai tradizionali appuntamenti in programma negli Stati Uniti tra dicembre e gennaio (con un’intera settimana di gran finale lungo il boardwalk di Asbury Park), ormai da anni si è allargato a macchia d’olio anche nel Vecchio Continente con un tour che quest’anno, il 18°, prevede ben 16 date europee. E, naturalmente, le quattro italiane.

Lo scopo, non guasta ripeterlo, è ovviamente benefico e volto a raccogliere fondi da devolvere in favore della ricerca sulla malattia di Parkinson, sulla sclerosi multipla e sulla Sla. Tutti i musicisti e gli organizzatori di turno, inoltre, partecipano a titolo di volontariato con ricavato delle serate devoluto ‘interamente’ a favore della Light of day Foundation (www.lightofday.org) e, dell’Accademia LIMPE – DISMOV (Accademia Italiana per lo Studio della Malattia di Parkinson e dei Disordini del Movimento – www.accademialimpedismov.it) quale referente locale tricolore.

Joe d’Urso (foto di Daniele Benvenuti)

Il format, ormai tanto consolidato quanto apprezzato, improntato anche allo spirito di reciproca collaborazione e stima tra gli artisti coinvolti, prevede serate atipiche con le stelle del rock folk americano (quest’anno rappresentate da personaggi del calibro di Ben Arnold e Jeffrey Gaines con James Maddock ormai figura abituale e l’instancabile Joe D’Urso nelle vesti di ‘capogita’ e ‘direttore d’orchestra’) impegnate in spettacoli solo inizialmente acustici, eseguendo a rotazione un brano mentre gli altri colleghi, tutti in fila e accomodati su semplici sgabelli al centro del palco senza primedonne, fungono da band di supporto. Insieme a loro, tappa dopo tappa, anche nomi italiani di gran lustro: da Graziano Romani e Max Marmiroli a Roma (ospite Carlo Mr. Fantasy Massarini) a Andy MacFarlane a Lugo (special guest Massimo Cotto), dal giuliano Frank Get a Muggia fino al toscano Bobo Rondelli a Figino Serenza.

Senza dimenticare, ovviamente, gli opening act di lusso come quelli affidati al fedelissimo e discreto Rob Dye (uno dei componenti della fondazione stessa) e, soprattutto, al blasonato e folle Vini ‘Mad Dog’ Lopez’, il primo batterista della E Street Band con i suoi pazzeschi aneddoti e la sua incredibilità disponibilità. Entrambi, a loro volta, chiocce premurose per nomi emergenti locali come Valerio Billeri, Jacopo Tommasini Band, Soul Voices e Luca Guenna.

James Maddock sul palco dello Stone Pony (foto di Daniele Benvenuti)

Difficile stabilire, dunque, se il valore ‘morale’ del Light of Day sia superiore o meno a quello prettamente artistico. Sia come sia, sono due elementi che vanno a braccetto e che rendono imperdibile questo poker di appuntamenti. Di certo, anche se quest’anno quasi certamente gli impegni solisti a Broadway terranno Springsteen lontano dalla quasi abituale comparsata in occasione della serata finale al Paramount Theatre di Asbury Park, l’organizzazione continua a raccogliere consensi e riconoscimenti per la sua attività sempre ben diretta da Tony Pallagrosi (direttore esecutivo della LoD Foundation), affiancato dalla biondissima presidente Jean Mikle (la trovate quasi sempre dietro il banco del merchandising…) e dal vice presidente Joe D’Urso stesso.

Tony Pallagrosi, direttore esecutivo della LoD Foundation (foto di Daniele Benvenuti)

Una storia che prende il via nel lontano 1996 quando Bob Benjamin, manager e produttore musicale piuttosto attivo e apprezzato nel New Jersey, scopre di essere affetto dal morbo di Parkinson e decide di lottare contro la malattia e le tragedie umane che essa comporta (i fondi raccolti vengono infatti devoluti alla Light of Day Foundation di Monmouth County), chiamando a raccolta i suoi amici musicisti. Dopo una prima esperienza positiva, nel 1998 a Red Bank con incasso devoluto alla Parkinson Disease Foundation di New York, il 3 novembre 2000 (in occasione del suo 42. compleanno) Benjamin organizza il primo Light of day Benefit ad Asbury Park. E, da allora, l’evento ha visto crescere sempre più il numero e il prestigio di partecipanti e sostenitori. Tra i numerosi musicisti che hanno infatti aderito all’iniziativa vanno senza dubbio citati Garland Jeffreys, Jakob Dylan, Gary U.S. Bonds, Southside Johnny, John Cafferty, Willie Nile, Joe D’Urso, Jesse Malin, Joe Grushecky, John Eddie, Lucinda Williams, Susan Vega e, a sorpresa, persino Michael J. Fox (anche lui affetto dal Parkinson). Springsteen, da anni amico personale di Benjamin e autore del brano che regala il nome alla manifestazione, è stato presente sul palco del Paramount in ben undici delle prime 17 edizioni.

Un evento dai profondi contenuti sociali e dagli altissimi valori artistici che, nel 2005, arriva anche in Italia grazie ad Antonio Zirilli e a sua moglie Tita Misasi che, il 22 novembre al Big Mama di Roma, organizzano (insieme allo stesso Benjamin e a Ermanno Labianca in collaborazione con l’Aip, Associazione Italiana Parkinson) il primo Light of Day Italia. Partecipano i Thundercrack, The Backstreets e il romagnolo Lorenzo Semprini, a sua volta ‘papà’ dei tradizionali Glory Days in Rimini, nonché leader dei Miami & the Groovers. Visto il successo, a partire dal 2006 la rassegna diventa addirittura itinerante a livello europeo per toccare anche Bedford e Barcellona, ma assumendo anche la futura e imprescindibile caratteristica di lunga esibizione acustica di artisti statunitensi e locali, affiancati su alti sgabelli per sostenersi l’un l’altro diventando protagonisti a rotazione.

Rob Dye e Vini ‘Mad Dog’ Lopez (foto di Daniele Benvenuti)

Nel 2007 aumentano anche le altre grandi città continentali coinvolte dal progetto (come Barcellona, Londra, Zurigo, Amsterdam, Stoccolma e Glasgow) che in ogni piazza devolve metà dell’incasso a un’associazione locale che si occupa del Parkinson. Questa volta, il 17 novembre di nuovo al Big Mama, a Nile e D’Urso si aggiungono i Marah dei fratelli Bielanko e Graziano Romani mentre, il 2 dicembre 2008 alla Stazione Birra sempre di Roma, a Nile, D’Urso, Malin e Marah si affiancano Zirilli e i suoi Blastwaves per aprire le danze. La serata successiva al Music Sound di Como con i Marah e il supporto di Semprini, Francesco Faccani ed Enrico Tasselli, frutta circa 5mila euro grazie anche all’apporto di Andrea Parodi e Marco Fecchio.

E, nel 2009, le tappe italiane diventano addirittura tre grazie anche al contributo di Andrea Montecalvo: al Bloom di Mezzago il 5 dicembre, al teatro D’Annunzio di Latina il 6 e al teatro Rossini di Lugo il 7 con gli ospiti locali (rispettivamente Parodi, Grazia Di Michele e Semprini) ad aggiungersi alla solita squadra americana Nile-D’Urso-Malin-Marah. Nel 2010 entrano in scena anche i Paesi scandinavi e l’Olanda per un totale di 13 date europee in 11 città: in Italia reclama spazio Muggia il 4 dicembre (le news sono il grande Alejandro Escovedo e Massimo Priviero), prima del 5 a Como (tra i ‘rinforzi’ ai big anche Daniele Tenca, A.T. Renzi e Massimiliano Larocca), mentre la corsa a tappe si conclude al Lugo di Romagna il 7 dicembre.

LoD al Paramount Theatre: Springsteen con Willie Nile e Johnny Pisano (foto di Daniele Benvenuti)

Le ultime edizioni sono state caratterizzate da un crescendo continuo con le news statunitensi legate al talento di James Maddock, Guy Davies, Jeffrey Gaines, Anthony Amato, Eric Bazilian e Nash Israel Gripka, oltre agli E Streeters  ad honorem Jake Clemons e Ed Manion. Al plotone di italiani si aggiungono invece in ordine rigorosamente sparso anche i nomi di John Strada, Marco FrancisCarnelli, i gemelli Filippini con gli Stalkers, Riccardo Maffoni, Dorina con Andrea Vittori, Cesare Carugi, Mike Sponza, Mel Previte & the Gangsters of love, Riccardo Ventrella, Peppe Voltarelli, Mardi Gras, Alessio Raffaelli e i General Stratoscuster & the Marshals. Senza dimenticare le più recenti e illustri adesioni da parte di Vinicio Capossela, Francesco Baccini, Danilo Sacco, Eugenio Finardi e Davide Van De Sfroos.

Vogliate gradire… e supportare!

 

Programma del Light of Day in Italia 2017

Ospiti fissi: Ben Arnold, Joe D’Urso, Jeffrey Gaines  e James Maddock

Opening act fissi: Rob Dye e Vini ‘Mad Dog’ Lopez

 

Roma – 30 novembre 2017 – ore 20 – Caffè Letterario, via Ostiense 95

Ospite italiano: Graziano Romani & Max Marmiroli al sax
Opening act italiano: Valerio Billeri

Partecipazione straordinaria di Carlo Massarini
Info & Tickets: 3357848668 / 3332866456 N.B. E’ gradita la prenotazione!
E-mail: lightofdayitalia@gmail.com

 

Lugo (RA) – 1 dicembre 2017 – ore 20.45 – Teatro Rossini, piazzale Cavour

Ospite italiano: Andy MacFarlane
Partecipazione straordinaria di Massimo Cotto
Info & Tickets: 338/8897725; 335/7236903; 335/8099101
E-mail: ing.tassellienrico@gmail.com

 

Muggia (TS) – 2 dicembre 2017 – 20.30 – Teatro Verdi, via S. Giovanni, 4
Ospite italiano: Frank Get
Opening act italiano: Jacopo Tommasini Band
Info sulle prevendite: www.triesteisrock.it & www.good-vibrations.it

 

Figino Serenza (CO) – 3 dicembre 2017 – 17.30 – Teatro Sacro Cuore, viale Rimembranze
Ospite italiano: Bobo Rondelli
Opening act italiani: Soul Voices e Luca Guenna
Per info e prenotazioni: +39 349 8348118
E-mail: lightofdaylombardia@gmail.com

CONDIVIDI

Daniele Benvenuti, triestino, classe 1968. Laureato in Scienze politiche, è giornalista professionista con ormai cinque lustri abbondanti di attività sulle spalle tra carta stampata, video e radio. Studioso di “popular music”, nonché autore di una monumentale tesi in Sociologia delle comunicazioni di massa (Sociologia della musica: Il rock e la comunicazione tra fan), tra le sue produzioni editoriali predilige biografie e monografie come quelle già dedicate a Bruce Springsteen (quasi tremila gli iscritti allo specifico gruppo Facebook ‘All the way home’) o ad atleti di prestigio. Già responsabile di uffici stampa nelle massime categorie sportive nazionali, attivo nel mondo del volontariato, è specializzato anche nella promozione di rassegne musicali ed eventi sportivi. È vicepresidente vicario dell’USSI FVG. Una casa letteralmente invasa da migliaia di vecchi vinili, musicassette, cd, stampe, locandine, foto e libri specializzati (tutto classificato con maniacale precisione…). Le sue opinioni costituiscono il sunto di quasi trent’anni di ascolto critico, archiviazione metodica, viaggi sgangherati e una caccia spasmodica alla “scaletta perfetta”.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here