Fantascienza ’70 – Tra crisi sociale e innovazione culturale

Dal 27 novembre al 18 dicembre quattro film a cura di Antonio Pettierre al Cineforum del Circolo viale Monza, 140 Milano

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Dai tempi di Georges Mèliés la fantascienza ha sempre avuto un ruolo importante nel cinema seguito da milioni di spettatori. Negli anni Sessanta il filone fantascientifico punta sui temi sociali di quel periodo, la guerra fredda, la xenofobia e il pacifismo, mentre negli anni Settanta è il mondo con i suoi complessi cambiamenti economici e sociali a essere raccontato sul grande schermo. John Boorman nel 1974, dal libro di Frank L. Baum scritto nel 1900, gira Zardoz (lunedì 27 novembre ore 21) con Jean Connery e Charlotte Rampling, storia di una potente colonia di immortali nel 2293, che domina l’intera comunità tornata ai tempi del Medioevo, grazie a Zardoz, una gigantesca testa di pietra volante utilizzata dalla Setta di Sterminatori guidati da Zed. Nel ’73 ancora un romanzo, quello di Harry Harrison, è utilizzato da Richard Fleischer per il suo film 2022: i sopravvissuti (lunedì 4 dicembre) interpretato da Charlton Heston ed Edward J. Robinson (è l’ultima performance della sua lunga carriera). Siamo a New York e una terribile calura costringe i quaranta milioni di abitanti della metropoli divisi in rigide classi sociali a nutrirsi di un plancton sintetico. Un poliziotto coraggioso scoprirà di che cosa è fatto quest’alimento necessario alla sopravvivenza. Nel 1975 Bryan Forbes s’ispira al libro di Ira Levin per il La fabbrica delle mogli (lunedì 11 dicembre) con Katharine Ross e Paula Prentiss (due star del cinema americano degli anni Settanta). Una coppia di sposi, Joanna e Walter, va a vivere in un villaggio incantevole del New England, ma ben presto i due coniugi scopriranno che le donne del luogo sono state trasformate in robot domestici. Non sarà facile per Joanna sottrarsi a quella sorte. Nel 1976 David Bowie è il protagonista di una pellicola che ha fatto epoca, L’ uomo che cadde sulla terra (lunedì 18 dicembre) dal romanzo di Walter Tevis. Un extraterrestre arrivato nel nostro mondo per trovare l’energia sufficiente a salvare il suo lontano pianeta, viene rapito e sottoposto dagli scienziati ad ogni genere di trattamento scientifico. Solo, alcolizzato e infelice sprofonderà verso l’autodistruzione.

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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