Bruce Springsteen a Broadway fino al 30 giugno e nel frattempo arriva anche la candidatura al Grammy 2018

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La notizia era nell’aria da giorni ma ieri è arrivata la conferma ufficiale: lo spettacolo  Springsteen on Broadway andrà in scena fino al 30 giugno. Bruce, che concluderà la prima parte dello show il 3 febbraio, si prenderà una pausa e ricomincerà il 28 febbraio. La cosa – ovviamente – riempie di gioia tutti quei fans (compresa chi scrive) che non sono riusciti a comprare i biglietti nonostante la registrazione a Ticketmaster Verified Fans, ad altri invece (molti meno in realtà) ha fatto storcere la bocca: è iniziato il declino del Boss? Personalmente, ma ormai lo sapete sono di parte, credo che questo spettacolo teatrale (perché di questo si tratta, non è un concerto) sia il tassello che mancava nell’immensa gamma di performance live che Springsteen ha proposto nel corso di 40 anni di carriera. Lo abbiamo visto negli stadi con la E Street Band, nei palasport con una band “anomala” (nel tour del 1992/93), nei teatri in versione acustica da solo, ancora nei palasport con un gruppo di 12 musicisti per le Seeger Sessions, al Circo Massimo in un’ambientazione storica mozzafiato, nei club del Jersey Shore. Eppure mai lo avevamo visto in un teatro da 960 posti, nel cuore di Manhattan che sarebbe a dire – praticamente – casa sua. Mai prima d’ora Springsteen si è messo a nudo come ha fatto con la sua autobiografia, prima, e con questo spettacolo, ora. Mai avremmo immaginato di sentirlo cantare in un teatro anche senza microfono, mai avremmo pensato (nemmeno nei nostri sogni più dolci) di poterlo vedere in uno spazio tanto piccolo e raccolto da sembrare il salotto di casa nostra, mai avremmo sperato di sentire i suoi racconti così intimi e personali. Chi lo ha già visto, ha raccontato di un Bruce intenso, invecchiato certo (sono 68 gli anni che si porta sulle spalle) ma anche estremamente potente nella voce. Che sia la chiusura del circolo? Che sia effettivamente la conclusione della sua straordinaria carriera? Sinceramente non lo so, e nessuno lo può sapere a parte lui e – forse – Patti (sul palco con lui anche a Broadway). Certo è che questa è l’ultima e unica occasione, a mio modestissimo parere, di vederlo in una veste inconsueta e definitiva. Per vederlo come fosse effettivamente un nostro amico che ci invita a casa sua. Ma di questo vi parlerò – semmai riuscissi a comprare il biglietto – un’altra volta.

Sappiate, però, che la registrazione fatta a Ticketmaster Verified Fans nei mesi scorsi, rimane valida e che non ci saranno nuove registrazioni proprio in virtù dell’immensa richiesta che c’è stata. Sappiate anche che tutti coloro che nei mesi scorsi hanno ricevuto un codice d’acquisto (ma non hanno potuto comprare i biglietti) e chi si è registrato, a breve verrà ricontattato da Ticketmaster per le nuove date. Continuerà poi la  digital lottery per chi verrà comprare i biglietti dopo la messa in vendita ufficiale del 19 dicembre. Per saperne di più il sito è: www.luckyseat.com

Nel frattempo Bruce aggiunge un’altra piccola gemma al suo già ricchissimo curriculum: parlo della candidatura appena annunciata al Grammy Award 2018 della sua autobiografia Born to Run come Best Spoken Word Album, ovvero il miglior album parlato. La cerimonia si svolgerà il prossimo 28 gennaio a New York. A contendergli il grammofono d’oro saranno l’astrofisico Neil deGrasse Tyson (“Astrophysics for People in a Hurry”), Shelly Pelken (“Confessions of a Serial Songwriter”), Bernie Sanders & Mark Ruffalo (“Our Revolution: A Future to Believe In”) e la compianta Carrie Fisher (“The Princess Diarist”)

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Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.

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