Il lato pop di Samuel, in attesa dei Subsonica

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Samuel

Dopo il concerto al Rock in Roma della scorsa estate,  torna nella Capitale, a pochi passi da Fontana di Trevi, Samuel Umberto Romano, ma voi chiamatelo Samuel: al Quirinetta il cantante dei Subsonica, ci ha (ri)presentato il suo album solista Il codice della bellezza che lo ha visto in giro per l’Italia per tutto il 2017.

Ancora non siamo del tutto abituati a vederlo cantare “nudo”, da solo sul palco, anche se nudo non è: con lui Ale Bavo (programmatore e synth Basso) e Tozzo (batteria e percussioni), componente dei Linea 77. Dopo l’esperienza dello scorso Sanremo, che lo ha visto arrivare in finale con un decimo posto con il brano Vedrai, chiude il 2017 ancora in tour, decisamente stanco per i tanti concerti che lo hanno visto in tour in giro per la penisola.

Propone i brani dal suo disco solista, racconta aneddoti curiosi sui suoi ultimi mesi in giro per l’Italia, sulla sua partecipazione a Sanremo («un giorno vi spiegherò il perché di questa scelta»), e anche qualche curioso aneddoto, come quello sul brano La statua della mia libertà, che a molti ha ricordato quel tormentone (e tormento) di DespacitoMolto intima Ho difeso il mio amore,  cover dei Nomadi e strepitosa l’esecuzione de La luna piena, scritta insieme a Jovanotti.

Samuel ci parla anche della sua dura vita da “solista”, dei suoi sbagli, e delle lezioni che ha imparato in questi mesi senza i compagni e gli amici di una vita: «Volevo pagare il dazio di non aver mai caricato un furgone» dice durante il concerto». E rassicura i fan sul futuro dei Subsonica: «Una dipartita dai Subsonica non è mai stata presa in considerazione».

C’è spazio anche per le loro canzoni, sicuramente quelle che tutti non si sarebbero aspettati. «Non ho scelto dei brani molto rappresentativi, perché mi sembrava volgare stare sul palco senza di loro.» E ci butta giù, una dietro l’altra  Dentro i miei vuoti, Lasciati, Dormi, e la vecchissima Momenti di noia (scritto con Boosta nel 1997). E poi chiude in bellezza, con Vedrai la sua stella lontano cadere e Il codice della bellezza.

Samuel ne esce a testa alta, ma un po’ acciaccato, paga forse ancora il dazio di non avere i Subsonica al suo fianco. Il suo lato pop però ci affascina, Subsonica o non Subsonica.

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Nasce a Roma nel 1989 pochi mesi prima che cada il muro di Berlino. Studente di Storia, non religioso, beatlesiano convinto. Fino al 2015 ha gestito la webzine Robadarocker.com. Poeta a tempo indeterminato, rockettaro nel cuore, ama scrivere di musica.

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