Il ritorno di Jovanotti: la celebrazione della vita senza retorica

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Parlare di un disco così atteso come quello di Jovanotti porta necessariamente ad una serie di considerazioni, prima su tutte le aspettative del pubblico, non solo sul disco stesso ma su quello che si aspettano di leggere sulle varie testate cartacee e online.

Lorenzo torna al pubblico con un disco sincero, e lo si poteva intuire già dal singolo di lancio, Oh, Vita!, che racconta, senza girarci intorno, tutte le cose che contano per Jova  con un video girato nei posti in cui lo stesso Lorenzo ha vissuto i suoi primi 20 anni di vita.

Ciò che contraddistingue ancora una volta questo lavoro è l’estrema spontaneità, la libertà di espressione, il lasciare da parte i fronzoli (soprattutto quelli dell’elettronica) per fare posto alla chitarra e alla dolcezza di una voce che non è affatto perfetta e non la potremmo definire quella di un cantante, ma che di fatto lo è perché, semplicemente, quelle canzoni e quelle parole sono perfette proprio per quella voce che spesso più che cantare racconta. Lorenzo, in queste 14 tracce, ci parla di se stesso, della sua visione delle cose (soprattutto dopo aver perso sua madre), di come sia cambiato ma di come, allo stesso tempo, sia sempre lo stesso perché il suo spirito fanciullesco è sempre molto ben presente, e non dà fastidio a chi ascolta, anzi.

<<Questo disco cambia la mia prospettiva della musica>> ha dichiarato  Jova <<é mio come lo sono stati tutti i miei dischi, ma in maniera ancora più radicale del solito, perché Rick Rubin é interessato solo alla verità e mi ha tolto di mezzo la smania di piacere, lasciando solo il bisogno di esprimermi che è l’istinto più forte che ho. E’ la prima volta che non “faccio Lorenzo”, lo sono davvero>>.

Ascoltando Oh, Vita! (personalmente adoro questo titolo, e non sempre i titoli dei dischi mi piacciono, anzi…) ci accorgiamo di quanto queste parole di Lorenzo e il suo intento siano stati rispettati. Brani come Quello che intendevi (una delle più belle del disco e in generale di Lorenzo), le romantiche Chiaro di luna, Amoremio e Paura di niente, che confermano come Jova sappia parlare d’amore senza usare “sole cuore amore” per fare rima, sono dolci intermezzi a momenti riflessivi più forti e a tratti arrabbiati, come Affermativo, In Italia e Fame, una canzone di ben 8 minuti che conclude il disco con una favolosa jam session.

Lorenzo ci porta nel suo mondo e ci restituisce la sua essenza, la sua parte più vera, senza sovrastrutture. Si sente la necessità di raccontarsi e raccontare di un uomo maturo che non vuole dare al popolo perle di saggezza, ma renderlo partecipe della sua visione delle cose senza salire in cattedra e indottrinare. La scrittura dei testi è sempre la dote migliore di Jova e lo dimostra anche questa volta, scrivendo un disco che soddisfa già al primo ascolto e offre lo sguardo di un artista ma soprattutto di un uomo che è arrivato a 51 anni senza prendersi troppo sul serio. Non sentiamo la nostalgia del ragazzo che cantava Gimme Five o Vasco sul palco di Sanremo, perché quel ragazzino è sempre ben presente ancora adesso, ed è solo un bene. Le parole a volte sussurrate come in Chiaro di luna, il flow dolce e rassicurante di Oh, Vita! , ci raccontano non solo la vita di Lorenzo ma anche un po’ della nostra, che magari da ragazzini intonavamo Bella per strada o Ragazzo fortunato come fosse un mantra.

Lorenzo è tornato, e si sente.

Jovanotti

01. Oh, Vita!
02. Sbagliato
03. Chiaro Di Luna
04. In Italia
05. Le Canzoni
06. Viva La Libertà
07. Navigare
08. Ragazzini Per Strada
09. Quello Che Intendevi
10. SBAM!
11. Amoremio
12. Paura di Niente
13. Affermativo
14. Fame

 

 

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Nata in Calabria, classe ’86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.

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