Vasco Rossi al cinema: un viaggio nel tempo di 5 mesi (e 20 anni)

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Vasco

Vedere per la prima volta il già leggendario concerto di Vasco Rossi a Modena Park cinque mesi dopo l’evento: è successo ieri sera al cinema e, forse, non solo a chi lo scorso 1° luglio non era a Modena. Perché i 220mila che c’erano il concerto l’hanno sicuramente vissuto, ma visto forse un po’ meno. Il grande schermo ne ha restituito tutti i dettagli, in un caleidoscopio di emozioni non semplice da decifrare.

Quello di Modena è stato un concerto praticamente perfetto (e dove non lo è stato un paio di ritocchini lo hanno fatto diventare tale), con i tanti pregi e i pochissimi difetti (comunque esistenti, per chi magari dal rock pretende anche che sia un po’ brutto, sporco e cattivo) che la perfezione comporta.

Un viaggio nel tempo di cinque mesi, si diceva, perché tanto è trascorso dalla notte di Modena. Ma in fondo anche di vent’anni: già il concerto in sé è stato celebrativo, in gran parte incentrato sulla prima metà della carriera di Vasco. Al cinema, tagliato, la cesura è emersa ancora più netta: del terzo millennio si sono salvati gli ultimi due singoli, I soliti e un paio di accenni nel medley. Tutto il resto del film-concerto spazia dal 1977 al 1998. E forse una riflessione sul perché non sarebbe male farla.

I tagli, si diceva. Sono stati tolti i due interludi (che non vedremo nemmeno nei dvd, scelta incomprensibile) e poi Vivere una favola, Non mi va, Cosa vuoi da me, Siamo soli, Sono innocente ma…, Sally, Un senso, Siamo solo noi, Vita spericolata e Canzone. Assenze pesanti, soprattutto quelle di Non mi va (accidenti, uno dei pezzi forti della serata) e di Siamo solo noi.

Gli inserti parlati di Vasco sono tre (dopo le prime due canzoni, a metà e prima del finale) e poco aggiungono al risultato complessivo: spezzano l’emozione del concerto, senza mai uscire dalla narrazione già ascoltata mille volte. Tutto bello, per carità, ma forse in certi casi sarebbe opportuno trovare una chiave di racconto nuova oppure soprassedere. Il finale, prima dei titoli di coda, con il montaggio del palco iper velocizzato a sua volta lascia un po’ il tempo che trova (oltre ad una sensazione di già visto).

Il concerto in sé invece è ripreso molto bene e da questo punto di vista il prodotto è da promuovere senza riserve. Ciò, ovviamente, fa ben sperare per il dvd, quando finalmente il concerto lo ri-vedremo per intero. Le premesse sono ottime e questa, in fondo, è la cosa fondamentale.

Per chi avesse perso l’anteprima di ieri sera (o per chi volesse fare il bis) il film tornerà nelle sale dal 4 al 7 dicembre. Se amate la musica di Vasco (e magari trovate una sala non troppo esosa: ci sono, specie in provincia!) vale la spesa.

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Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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